Chi sono

Utente: danysil
AMO: i miei amici di sempre, gli unici che sanno forse davvero chi sono e mi amano x questo; scoppiare a ridere, con quella risata grossa con le lacrime che ti toglie il respiro; leggere quei libri con storie che senti così tue da immaginare ogni minimo dettaglio tra le righe; sentire la musica al buio e dondolarmi tra i cuscini; dormire e svegliarmi bene la mattina; qualsiasi tipo di biscotto; la cioccolata bianca;le patatine fritte ma senza ketchup o maionese; la birra chiara ghiacciata; le passeggiate per il centro di roma la domenica mattina presto, quando tutti dormono ancora; perdermi x ore in una libreria dalla ricerca del libro del momento; andare al cinema e sedermi in penultima fila; ballare ma senza coreografie; lo yoga quando riesco a concentrarmi; il sorriso di un anziano quando ti racconta della sua giovinezza; gli abbracci e i baci quando meno te lo aspetti; la pizza margherita e marinara; la pizza di Remo e della Montecarlo; le buschette semplici con il pane casereccio; villa pamphili; i capelli biondi e lisci; le borse di qualsiasi forma e colore; collezionare penne biro; le caramelle di ogni gusto; gli anelli d'argento; i viaggi x le capitali del mondo.------------------ODIO: la violenza e la guerra senza quartiere, le persone egocentriche e megalomani; la finta schiettezza che ferisce; il fascismo in tutte le sue manifestazioni e chi lo segue senza conoscere; il mal di testa; quando ingrasso; il pesce perché puzza e tutti quelli che mi chiedono perché non lo mangio; i film alla vanzina e le americanate miliardarie; gli uomini con le scarpe brutte; le unghie smozzicate; ogni tipo di insetto; gli sport addicted; i finti mens sana in corpore sano; i pedofili e i maniaci; il mondo di oggi quando va troppo veloce e sembra che ti schiacci.

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martedì, 31 marzo 2009

Un po' come Vasco a San Siro..

Molto è iniziato proprio da qui. Non conto più le mostre che ho visto in questo posto, le immagini, bellissime, che ho amato e ricercato, che sicuramente hanno contrbuito al mio percorso, al mio studio che, piano piano, zitta zitta, mi ha portato sin qui. Questo posto è per me fondamentale. Mi lega a tante persone, ho solcato quei corridoi, posato mille sguardi curiosi, ansiosi e innamorati. Tra i posti che mi legano più a Roma c'è sicuramente questo posto. Quelle scalette, le birrette e le sigarette lì accovacciata. Le confessioni e i desideri, sotto l'ala dei più grandi.
In quel museo c'è tanto di me, del mio cuore e della mia passione.
Ora, sapere che, nel mio piccolo, anche io ne farò parte, è una cosa che non riesco a spiegarvi..che mi toglie il fiato e fa montare la lacrimuccia.
Non è solo l'onore, è che è quel posto.. proprio quel posto..
Non poteva essere meglio

Ovviamente, vi aspetto.. so che le persone più importanti, che amo e fanno o hanno fatto parte della mia vita ci saranno..
Gli altri.. sono altri, appunto.


MOSTRA FOTOGRAFICA "NEL NOME DI.." A CURA DI COLLETTIVO WSP

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE - INAUGURAZIONE MARTEDI' 7 APRILE ORE 18,30

IN CARTELLONE SINO AL 15 APRILEfotomostra
postato da: danysil alle ore 21:38 | link | commenti (7)
categorie: le foto di anais, collettivo wsp
domenica, 22 marzo 2009

Piccoli grandi momenti di gloria

Arriva un momento nella vita in cui è giusto godersi le cose in pieno, in cui ci si sente nell'abito giusto, né troppo largo, né troppo stretto.
Se qualcuno mi chiede chi sono, cosa faccio nella vita, la prima risposta che mi viene è impiegata, perché l'impiego mi da da mangiare, ma se dovessi pensare a cosa mi da linfa ed energia per vivere, beh sarebbe diversa la risposta.
Sono tornata indietro, un po' come i giovani universitari, che sono poi i miei colleghi di redazione, al secondo massimo terzo anno di corso, iniziano la gavetta in qualche giornale di provincia, a paga 0.
Così sto raccogliendo gli articoli, e le foto. Cominciano ad arrivare richieste, offerte..e così spero che prima o poi cioò che è linfa diventi anche denaro contante..

è uscito il mio primo reportage fotografico su carta stampata! Fa un effetto..davvero un bell'effetto!
Il mio nome è finito alla voce "In questo numero hanno collaborato", insieme a bella gente:Loretta Napoleoni, Amos Luzzatto, Moni Ovadia, Vauro..

Le foto sono mie, solo mie, tutte mie!
La rivista inoltre è bella, davvero bella.. la trovate in edicola o in libreria.. si chiama Confronti.
postato da: danysil alle ore 10:02 | link | commenti (3)
categorie: le foto di anais
mercoledì, 11 marzo 2009

8 marzo anais

Un anno dopo, loro sono cresciute, ed io?

-9100_
postato da: danysil alle ore 21:30 | link | commenti
categorie: le foto di anais
mercoledì, 14 gennaio 2009

Mostra fotografica "Nel nome di..."/III

Anais si gongola leggendo in giro comunicati stampa rielaborati dal suo testo...
Per una volta non è lei a rielaborare comunicati altrui..
Conserverà la copia di DNews con la sua prima foto pubblicata..
Si vergogna un pò di essere finita su giornali che odia..
Si gongola per la copertura notevole di questo evento e vi invita tutti a sintonizzarvi oggi alle 12 su 97,7!!

Rassegna stampa:
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/33981
http://www.comunicati-stampa.info/religione-e-intercultura-a-roma-nella-mostra-nel-nome-di-200901.html
http://www.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/70971.html
http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=3.0.2905047416
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=320861
http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliViaggi.aspx?id=5499#
postato da: danysil alle ore 10:57 | link | commenti
categorie: le foto di anais, josp fest, collettivo wsp
lunedì, 11 agosto 2008

La fine di una storia

E' durata meno di un anno, la nostra storia. In questi mesi abbiamo imparato a conoscerci, ad apprezzarci, tocco dopo tocco, pagina dopo pagina, luce e controluce.
Grazie a te ho scoperto un nuovo lato di me, è esplosa una passione grande, di cui tu sei stata diretta testimone e artefice, amante fedele, a volte dispettosa, ma sempre e solo attratta dalle mie mani.
Ho scoperto un nuovo modo di guardare al mondo, ho spinto più a fondo il mio sguardo, ho captato volti nuovi, espressioni nascoste, particolari, quelli miei, quelli che denotano il mio stile, per cui alcuni mi ignorano ed altri si emozionano. Ho giocato con i colori, con le luci. Sempre insieme, ombra e sole.
Ti ho inizialmente corteggiata, timidamente. Ti ho studiata, ti volevo, ma non avevo coraggio, non mi sentivo alla tua altezza, avevo paura. Poi ti ho fatto mia e come nelle più classiche storie d'amore, ti ho sedotta, da debole sono diventata quella più forte, più esigente, fin quando ho inziato a vedere solo i tuoi limiti, le tue pecche, e alla fine ti ho buttata via, ti ho lasciata andare, cercando qualcosa di più.
13400 secondi, 13400 tocchi, scatti, inqudrature cercate o gratuite, tripudio tattile, esaltazione ad averti tra le mani, capolavoro di ingegno orientale e arte antica.
Ma ti ho lasciata lo stesso. Che stronza che sono!

La settimana scorsa ho venduto la mia D80. E' finita tra le mani di un simpatico dentista napoletano, quanto di più lontano dalla fotografia. E tu finirai a fare foto a protesi ed apparecchi, dopo essere stata un anno con una ragazza dalla dentaura storta e un inizio di bruxismo che, sempre grazie a te, il dentista mi valuterà gratuitamente a settembre.

Grazie di tutto, mia amica fedele, e scusami ancora, se puoi!

postato da: danysil alle ore 14:35 | link | commenti
categorie: anais life style, le foto di anais
venerdì, 20 giugno 2008

Anais reporter

postato da: danysil alle ore 09:43 | link | commenti
categorie: le foto di anais
lunedì, 16 giugno 2008

Dorothy's world

Dorothy's world
sono fatta di terra e di pietre di erba di alberi e corsi d’acqua sono fatta di fango di cielo di nuvole e vento sono fatta di zolle e radici di sabbia di paglia e di fichi d’india sono fatta di aghi di pino di asfalto e di pece sono fatta di buio e luce sola me ne sto ancora per un po’ prima di svelarti tutto sola me ne sto ancora per un po’ prima di affrontare questo lungo viaggio sono fatta di strani disegni che fanno al tramonto le rondini sono fatta di vicoli scuri di plastica e carta sono fatta di aspre montagne di campi arati e salsedine sono fatta di spine di agavi puzza di bruciato e di iodio sono fatta d’amore e odio sola me ne sto ancora per un po’ prima di svelarti tutto sola me ne sto ancora per un po’ prima di affrontare questo lungo viaggio sono fatta di antichi silenzi che a sera diventano canti sono fatta di luce di candele di pane di burro e di miele sono fatta di suoni di passi di voci che si fanno pianti sono fatta di corse d’estate di risa e ginocchia sbucciate sola me ne sto ancora per un po’ prima di svelarti tutto sola me ne sto ancora per un po’ prima di affrontare questo lungo viaggio ..

Meg
Elementa
postato da: danysil alle ore 18:49 | link | commenti (2)
categorie: parola di anais, le foto di anais
domenica, 09 marzo 2008

Anais in action

9 marzo

Da tempo volevo seguire l'evolversi della quastione emergenza case ed iniziare un lavoro sull'attività di Action e delle centinaia di famiglie che tentano di trovare una sistemazione in una città che è sempre più lontana dalla misura d'uomo.
Le attività dei centri sociali e di Action casa, in particolare, si occupano oramai da tempo di questo tipo di emergenza, oltre a perseguire l'attuazione di alcuni diritti fondamentali degli individui, non ultimo il diritto al bene libero dell'acqua.
In una città enorme come Roma esistono anfratti, locali e stabili dismessi e lasciati alle ortiche un pò ovunque, basta saperli trovare.
La donne di Action ne hanno trovato uno a Lucio Sestio, nel pieno centro di un quartiere ad altissima densità demografica come il Tuscolano, dove i malcontenti degli abitanti e delle famiglie da anni in attesa sono all'ordinde del giorno.
La palazzina è dismessa da anni, entrare lì dentro è stato quasi come entrare in una location di un film dell'orrore. Sporcizia, stanze incrostate dalle feci di uccelli, cadaveri di piccioni, fili staccati, strappati..fantasmi di vecchi lavoratori chissà ora finiti dove. Di loro rimane qualche vecchia scritta, adesivi scollati. Travi marce pendono dal soffitto, calcare cattivo attaccato alle maioliche. Ma fuori c'è un bel prato, grande, e già i bambini e qualche cane scorazzano, inconsapevoli di chi da anni dedica e rischia la vita ad azioni di fatto illegali per diritti sacrosanti. Basta poco e la buona lena delle occupanti sovrasta l'odore di chiuso con quello di disinfettanti e saponi da discount.
Nessuno è fermo, tutti lavorano, tutti si organizzano x difendersi. Sguardi stanchi e contenti, serenità spaventate da un clic o da una sirena. speriamo che duri, speriamo che questa fatica ci ricompenserà.
I vicini sopraggiungono incuriositi, diffidenti. Hanno paura che il solito straniero arrivi a portare scompiglio e fanno la voce grossa. Ma con la gente basta parlare, e le ragazze sono brave a farlo. Così il giorno dopo qualcuno, magari pochi, potrà arrivare anche a dare una mano. Si ok, è giusto ma la casa  prima datela a noi. La miseria rende l'uomo meschino.
Un asilo autogestito, laboratori professionali, internet magari, ed uno sportello di ascolto ed aiuto per tutte quelle donne vittime di violenze, spesso disperate ed ignorate.
Un'occupazione di donne che vogliono occuparsi di donne.

E qualcuno arriva, in primis un pò di sole, ad incorniciare una giorna di un marzo quasi primaverile, incostante e ancora insonnolito.
E tra i fogli dei servizi d'ordine, resti di bombolette e mimose vezzose già un pò avvizzite, prende il via la prima assemblea, i primi interventi. e la stanchezza mista all'entusiasmo si delinea sui volti delle organizzatrici.
è presto ancora x sapere che ne sarà di loro, delle altre.
Noi ce ne andiamo, ce ne andiamo in redazione sperando di poter dare una mano con quello che possiamo e sappiamo fare meglio, cercando di raccontare agli altri le loro storie, ceracando di fotografare, e che anche questo non finisca alle ortiche, come i fili dei vecchi tram abbandonati, anche se, stavolta, l'incuria è stato davvero un bene.

Reportage su: Rivista on line

postato da: danysil alle ore 21:18 | link | commenti (2)
categorie: anais e roma, parola di anais, le foto di anais
mercoledì, 20 febbraio 2008

Coffe break

Se avete voglia di un caffè..oggi mi trovate qui.
postato da: danysil alle ore 15:18 | link | commenti (5)
categorie: le foto di anais
martedì, 12 febbraio 2008

Anais multietnica

Capodanno buddista

Ecco a questo progetto tengo..
Forse perché è il primo, forse perché non mi sento affatto all'altezza allora ogni tanto decido che preferisco mollare, forse perché ancora faccio confusione coi tempi e cala l'effetto terremoto, forse perchè sono atea allora mi fa sorridere e commuovere la fede altrui, forse perché è un'occasione per confrontarmi un pò con tutto e tante cose e soprattutto imparare dalla bravura altrui, forse perché è un impegno in più e senza impegni non vivrei, forse perché c'entra una Roma multietnica ai più sconosciuta e temuta, forse perché sotto sotto e manco troppo son un pò No Vat anche io, forse semplicemente perché mi va, mi piace..
Ma vorrei che mi seguiste in questa attività di scoprire la mia città attraverso le diverse religioni e conseguenti etnie che la animano e vivono, alcune da un sottobosco sconosciuto ai più.

Capodanno cinese buddista
La comunità cinese a Roma, come è noto, è piuttosto numerosa e per lo più ha colonizzato, tra proteste e stanche accettazioni, uno dei più antichi e grandi quartieri del centro romano, l'Esquilino.
Di essa abbiamo deciso di fotografarne l'appartenenza religiosa, senza entrare nel merito di ciò che gira intorno e sotto, che si sa o non si vuol sapere, miti e leggende, odori e tradizioni lontane, che ci differenziano a partire da una data, da un calendario antico. Giovedì scorso era festa, capodanno..l'anno del topo, dicon le stelle, quelle di tutti, universali. La comunità cinese buddista ci ha accolti, senza misteri, dubbi o quello scetticismo di chi è minoranza, volutamente o inavvertitamente ghettizzata. Ci presentiamo sempre educatamente, qualcuno di noi meno timido o loquace dice chi siamo, cosa vorremo fare e, nonostante le difficoltà della lingua, si prova a mettersi d'accordo e impostare un lavoro comune. Qualcuno di noi inzia le danze, timidamente e in punta di piedi. Fotografare qualcuno in un momento intimo quale può essere la preghiera, una festa particolare in una comunità familiare, il mangiare o il soffrire, è sempre e comunque un'intrusione che va fatta cauta, in silenzio, cercando di essere invisibile ma al contempo empatico.
Quando sono io a fare una foto penso sempre a come mi comporterei dall'altra parte dell'obiettivo, in quel preciso momento, se riuscirei a rimanere me stessa e non diventare soggetto oggetto di un ricordo o immagine altrui, se alla fine potrei fare amicizia con l'altro che si avvicina me attraverso un occhio di vetro e lenti, che batte le ciglia a scatti, facendo finta che non ci sia, ammesso che sia giusto fare così.
Il progetto che ci siamo dati, che è partito dalla partecipazione ai riti coopti della comunità etiope di roma, ora con la comunità orientale di matrice buddista e a seguire fin dove riusciremo ad arrivare, con professionalità, curiosità, timidezza ma soprattutto umiltà e rispetto, credo ambisca anche questo. Raccontare, descrivere e disegnare l'altro attraverso tutte quelle emozioni che passano attaverso il gesto di un indice che scatta, di un occhio che sceglie, di un cuore che sente e una comunità che si confronta e sceglie. Siamo un gruppo, variegato in stili e personalità e abbiamo scelto un soggetto oggetto che da un'idea comune si articola i mille sfumature.
A partire dal fare qualcosa, e qualcosa che non sia già visto, attraverso i propri limiti e capacità, attraverso ciò che per alcuni di noi è così lontano o non c'è proprio, come dio e come le diverse etnie agli occhi dei romani più integralisti, fino ad un risultato, che possa essere visibile, colorato, multiforme ma soprattutto un messaggio, possibilmente non inutile e vano, semplice e che qualcuno possa ricordare.

postato da: danysil alle ore 18:29 | link | commenti
categorie: parola di anais, le foto di anais