Ennesimo mattino piovoso, di un altro fine settimana che si perderà tra lavoro, stanchezza e qualche gior frenetico. D'improvviso Roma è diventata come una capitale nordica, uggiosa, piovosa e cont utti i suoi difetti di traffico, caos, sporcizia e confusione.
Un inverno strano, on conto più i giorni di pioggia, gli stivali consumati, gli ombrelli perennemente sgangherati. Sono a lavoro ma continuo a guardare dalla finestra, in attesa del segnale per la fuga.
Stamattina ho saputo che il portiere filippino dello stabile in cui lavoro, arrivato da circa un paio d'anni, ha un contratto a tempo indeterminato e guadagna più di duemila euro al mese. Giusto. Lavoro giorno e notte, sabato e domenica. Spazza, spolvera, saluta, fa da chauffeur a tutte le macchine in doppia fila ed ha tutta la pazienza che io non potrei mai avere.
Giusto. Il suo poco tempo a disposizione è pagato il giusto.
Il mio poco tempo per vivere è pagato mille euro.
Continuo ad odiare un posto e un paese che mette nella condizione una ragazza di 29 anni di invidiare quasi un portiere che ha tutto il diritto di essere pagato per il suo lavoro.
Ecco, la mostra è stata mesta giusto vicino allo spazio dedicato alla ricerca di lavoro..
Non può essere causale..
peccato che, è sempre la solita solfa..
Siria, Roma e India protagoniste di tre mostre La Siria, Roma e l’India, tre realtà molto diverse fra loro, che al Josp Fest – Jouneys of the Spirit Festival - saranno al centro di una serie di mostre fotografiche, che ne illustreranno i molteplici aspetti culturali.
Organizzata dall’Ente del Turismo Siriano, “Siria alle radici della Cristianità” e’ un’esposizione che ripercorre, attraverso 40 fotografie, la storia della Siria e il suo ruolo fondamentale all’interno della Cristianità, rivelando la bellezza e la ricchezza di uno Stato nel quale persone di diverse religioni sperimentano ogni giorno che una pacifica convivenza è realmente possibile. Artisti giovani Romani e WSPhotographers sono invece gli autori della mostra “Nel nome di…”, che coglie le varie prospettive di quel pluralismo religioso che caratterizza la citta’ di Roma.
Gli scatti non solo danno voce alle diverse comunità presenti nella capitale ma offrono uno sguardo diretto sulla vita quotidiana, le difficoltà e le nostalgie di coloro che vivono fuori dal loro Paese di origine. Le fotografie sono opera di Giuseppe Chiantera, Lucia Perrotta, Alessandro Serranò, Daniela Silvestri, Massimiliano Tempesta e Gianpietro Zirottu.
E infine “L’India e l’India”, un emozionante viaggio per immagini dentro uno Stato pieno di vita e cultura, ma che purtroppo è stato spesso teatro di gravi persecuzioni contro le minoranze religiose. Presentate da Earth - Culture & Avventura, le foto esposte creano un evocativo contrasto fra il nord innevato con al centro l’Himalaya e l’intatta costiera del sud immortalata sia di giorno che di notte e rivelano la forte spiritualita’ di un popolo caldo e accogliente.
dal sito dell'ANSA
Sono lieta di invitarvi all prima mostra fotografica di Anais e dei suoi amici fotografi!!
Un piccolo passo, per me molto importante... e che il 2009 vada nel senso giusto!!!
Wsp espone con "Nel nome di" al Josp Fest - 1 Festival internazionale dei viaggi sprituali".
“La città interculturale è composta da una grande varietà di luoghi, realtà sociali, culturali, di lavoro, di impegno solidale, dove concretamente nativi e nuovi cittadini, di prima e seconda generazione, costruiscono una rete di rapporti umani, di attività, di idee che contribuiscono al cambiamento quotidiano del vissuto metropolitano”
Giorgia del Monte, Gabriella Sanna
“Roma multietnica”
Nel nome di è un progetto fotografico che nasce dalla comune passione di un gruppo di giovani fotografi per il reportage sociale e la tematica interculturale e si pone un duplice obiettivo. Da una parte c’è l’idea di tentare di descrivere la realtà delle diverse religioni che coabitano e animano Roma, quindi l’articolato tema del dialogo interreligioso in una città sempre più cosmopolita e alla ricerca di continue occasioni di raccoglimento e fuga dal rischio di anomia quotidiano. Dall’altra quella di approfondire non solo l’intimo legame che ciascun individuo ha con la propria fede e con il proprio Dio, ma come tale legame sia anche immagine di un’appartenenza più profonda, quella della Comunità, dell’identità di un popolo e delle proprie tradizioni da salvaguardare e perpetuare, lontani dalle proprie terre di origine. Questo progetto mano a mano incastra le tessere di un mosaico vivace e multicolore, fatto di legami forti e intensi con la fede e con i popoli, con le divinità e le diverse etnie.
Partecipano: Giuseppe Chiantera, Lucia Perrotta, Alessandro Serranò, Daniela Silvestri, Massimiliano Tempesta, Gianpietro Zirottu
Presso: Josp Festival
Nuova Fiera di Roma - Uscita GRA/Roma-Fiumicino
more info here:
www.jospfest.com
Buon anno, anche se in leggero ritardo.
Il mio nuovo anno inizia più o meno come è iniziato e finito lo scorso.
Sono sempre io, sono sempre afflitta ultimamente da un sonno lattiginoso, che mi porto dietro costantemente, sia che dorma quattro o che dorma 10 ore.
Sono sempre in bilico, stretta da un lavoro che odio ma che nell'incertezza generale è il meno incerto, alla presa con tante idee e progetti, al 99% che al momento non mi danno da campare e non so dove mi potreranno.
Sono sempre con i miei più o meno costanti mal di testa, dovuti forse al sonno o forse al fatto che non riesco a ricordare un solo secondo delle mie giornate in cui il mio cervello non vada a mille, non pensi e ripensi a mille idee, mille possibilità, mille rimpianti, errori che poi vengo colta dal bisogno impellente di fermarmi, almeno qualche giorno, in uno stato simil letargico fatto dei miei film, delle mie canzoni, del mio piumone.
La novità è che il 2009 inizia con poco fumo..d'improvviso ho deciso di provare a smettere di fumare. Stavolta senza rituali da ultima sigaretta, ultimo pacchetto, lascio il pacchetto in deposito a qualche anima pia. L'ultimo pacchetto l'ho preso per natale e l'ho buttato senza sapere che sarebbe potuto essere l'ultimo.
Mi son sempre detta che avrei smesso quando avrei avuto un buon motivo o la mia vita serebbe stata meno complicata. In realtà non credo sia così, non credo di essere una persona "risolta", ma potrebbe anche essere una delle mie tante cazzate che sparo.Sono anche a pochi giorni dal ciclo, quindi il 2009 inizia molto nervosamente, per la gioia di chi mi è accanto che però si decidesse se vuole che smetto ora questa è la minestra, sennò torno fumosa e puzzolente e, forse, meno acida.
Non auguro a nessuno di dover smettere di fumare, o meglio, non auguro proprio di iniziare a fumare perché poi smettere non solo è difficile ma è un colpo al cuore.
Ti cambia i ritmi, le pause..ci sono momenti che tu sai dentro di te avere il sapore di qualcosa che non puoi avere più. Così come ti rendi conto di quanti invece siano i momenti che non ne hanno bisogno.
Non diventerò mai una non fumatrice intransigente, ancora se qualcuno mi offre una siga l'accetto volentieri, ovviamente senza esagerare e contando sul fatto che prima o poi tanto si scocceranno.
Mi auguro vivamente che questo nuovo anno sia buono, anche se già il 2008 non è stato affatto male.
Anzi, a volte temo di avere troppo, e che debba accadere qualcosa a complicare tutto.
Ma poi penso che no, infondo ancora qualcosa che va male c'è, ancora non so bene chi e che fine farò..quindi per la legge di Murphy dovrei stare a posto..
Mi auguro realizzazione, tranquillità, completezza, felicità, una nuova casa bellissima..
Di avere più tempo per gli altri, di non dover sempre tirare la cinghia ma neanche doverla allentare per l'ennesimo chilo in più. Un anno senza herpes sarebbe troppo e non oso, se però si potesse fare qualcosa almeno per limitarle..
Mi auguro tante mostre, tante foto, tanti articoli, magari qualcuno pagato.
Insomma, mi auguro di poter essere semplicemente me, senza tanti rompicoglioni e tante rotture, e poter finalmente scacciare tutte quelle condizioni che mi impediscono di esserlo.