Emaciati, come vampiri al solo uscire della notte, una notte pulsante, nelle cantine dei locali dall’odore di calici di birra e fumo scadente e fumo stupefacente, notte da opporsi alle giornate lavorative dei grandi cervelloni dell’informatica che ci ha cambiato la vita, all’ombra dell’alta torre panoramica che domina tutto.
Credo che un’anima di Seattle sia un po’ in ognuno di noi, o almeno in chi di noi abbia un amore, una passione, un feeling eterno con la musica, con chi si sia sentito almeno una volta anima inquieta, anima grigia, schiva al sole, rarefatta, chi al sole preferisce la pioggia fresca.
E da Seattle un nuovo gruppo, almeno per me, post rock, genere indie.. che mi ha letteralmente stregata..
Vivamente consigliati, ovviamente agli amanti del genere..
Dedico questa a tutte le persone che ogni tanto sentono un vuoto, alle persone complesse, alle persone nostalgiche, che vivono la vita a 50 all’ora, ma ogni tanto sterzano, alle persone, che si guardano indietro e guardandosi indietro vanno avanti fieri, con quella fierezza di qualche ruga in più, data dalle emozioni e dagli errori da cui si è imparato, con cui si è cresciuti.
Dedico questa canzone a chi, anche solo una volta, ha pianto, da solo, in silenzio, senza vergogna.. a chi, ogni tanto, ha bisogno solo di una stanza vuota..
Possibile che arrivi sempre un momento, nella mia vita, in cui qualcuno mi chieda se sia, x caso, incinta?
Ma non perché stia con qualcuno in particolare o, che so, svomitazzi qua e la, ma perché evidentemente sono ingrassata a tal punto da suscitare tali sospetti.
Insomma..questa estate va un po’ così, molto easy..
Mi sto prendendo una pausa dalle fatiche e con il caldo di tutto ho voglia tranne che di sudare in palestra.
Inoltre, siccome così mi sento un po’ a disagio ad andare al mare, sono andata a farmi una lampada.
L’anno scorso per prendere un minimo di colore ne dovetti fare almeno 10. Ieri, vado tranquilla con una protezione bassa, sono uscita tutta rosa. Col risultato che, volevo essere un pò colorita xkè si sa, lo scuro sfina, ed invece ora sembro Miss Piggy!
E mi son bruciata sotto le ascelle, ovviamente. Perché non so se avete mai fatto una doccia solare, ma la posizione consigliata è appendersi su alle maniglie. Ed io, anziché pensare alla scena di Gomorra in cui quei sacripanti venivano fucilati sotto le luci blù, magari dovevo estendere la crema un po’ più su.
Comunque, vojo di… pure questo che mi ha fatto sto commento l’ho trovato bello incicciottito, ma mi son ben guardata dal dirglielo.. ma io non lo so?!
Che poi, sono persone che vedo raramente, per una serie di motivi, ed hanno tanto inisistito perché andassi a questa festa, occasione per ritrovarsi..
La prossima volta, col kaiser che me fregano! :D
Comunque, oggi mi sento molto jammin..
In ufficio c’è una giusta temperatura conidizionata, intervallata da momenti di nebbia umida quando qualcuno si dimentica di svuotare l’acqua e sembra di stare improvvisamente nella bassa padana.
Questa estate, as usual, si presenta torrida come sempre.
Le temperature idilliache delle settimane scorse sono un lontano ricordo, ma già tanto che sia stato un giugno piacevole e bizzarro.
Come sarà la mia estate? Romana, mooolto romana!
Pur avendo tre settimane di meritate e sudate ferie, quest’anno sono un po’ incastrata. Tra il moroso che, ahimè, lavora, gli amici che si sono accasati, le amiche che non crescono mai e mi propongono sempre le stesse vacanze birra,disco&poco sonno, gli amici che non possono spendere, gli amici che se ne vanno un mese a studiare all'estero e chi se lo può permettere.. prevedo una ricca estate romana, portuense-fregene on the road.
Comunque, non si sa mai, confido nella clemenza e nella giustizia..
Per adesso, mi godo la musica romana.
Martedì sono stata al concerto di Alanis Morissette alla cavea, stasera Cristina Donà e Villa ada prevede tante belle cosette.
Questa estate la vedo jammin..
La vedo saltellare tra una località e l’altra, alla ricerca di svago e qualcosa che somigli ad una vacanza, la vedo che forse riuscirò a fare un editing decente delle mie foto e sistemare quella bozza cancerogena del mio sito, la vedo che potrei fare uno di quei corsi estivi intensivi e specializzarmi in qualcosa, per la prima volta nella mia vita, la vedo che potrei sistemare l'archivio delle recensioni, la vedo che chissà, quelle idee su una sorta di romanzo che mi girano in testa da tanto chissà.., la vedo che se metto da parte qualche soldo non è mica tanto male, la vedo colorata di reggae, moderatamente assolata, esageratamente calda, cautamente brilla, necessariamente moda comoda, fintamente a dieta e, as usual, in attesa che finisca presto!
Anais - sempre e comunque - odia l'estate.
“Spesso le canzoni sono comode per circoscrivere i periodi.
Furio, un mio amico architetto che ha pochi anni più di me, dice che tutto è finito con Figli delle stelle.
Che un pomeriggio che sembrava identico agli altri è entrato nella stanzetta di un amico e ha visto le ragazze, le compagne col Ciao e i capelli lunghi legati coi fazzoletti, che ballavano spensierate sulle note di Alan Sorrenti. Doveva essere più o meno il 78. non la posso più sentire quella canzone, mi confida Furio. Quel giorno ho capito che la stagione dell’impegno, delle botte, delle occupazioni e delle infinite e indimenticabili discussioni su tutto, era finita per sempre.”
Elena Stancanelli
A immaginare una vita ce ne vuole un’altra
Ecco, a leggere queste righe oggi mi è uscito un sorriso.
Un sorriso tenero, salato, misto nostalgia. Ho immaginato quelle ragazze. Me le sono immaginate con dei gonnelloni ampi, pesanti. Zoccoli scomodi e occhiali da gatte, o gambe modellate da pantaloni a zampa e fianchi camuffati da pesanti maglioni tibetani, inconsapevoli e future imitatissime icone della moda vintage.
E me le sono invece immaginate finalmente libere, libere di essere meno incazzate, incazzose, libere degli schemi imposti dall’assemblee fumose di partito, libere di scoprirsi, libere di mollare un po’, almeno una volta.. libere di mettersi un reggiseno, almeno una volta.
Loro che hanno lottato tanto, e davvero, loro sempre in prima linea, col trucco colato e la voce roca, si sono sentite finalmente libere di mollare, anche solo ballando musica pop e non Contessa.
E noi, ora, che libere lo potremmo essere un po’ di più, sentiamo invece di nuovo il bisogno dell’impegno, della rigidità, di una dottrina, di nuovo il bisogno di scendere in piazza, rindossare quei maglioni larghi, rincazzarci, rimettere sempre su quei vecchi dischi impegnati, che si sanno a memoria, che sanno tanto di un tempo, magari sbagliato, dove qualcuno voleva andare da qualche parte, magari sbagliata, e aveva trovato il modo di arrivarci. Ora sembra tutto un muro di gomma, e qualsiasi parte, qualsiasi direzione, ti rimanda, ti rimanda indietro e avanti e avanti indietro, sempre più incazzati.
Ma pur sempre, figli delle stelle…
…noi siamo figli delle stelle
non ci fermeremo mai per niente al mondo.
noi siamo figli delle stelle
senza storia senza età eroi di un sogno…