Da Repubblica.it:
Birmania, nuova giornata di protesta
Rangoon in mano ai militari. Negozi chiusi, la gente non va a lavorare. Accuse da Tokyo ai militari per la morte del cronista giapponese ucciso durante i disordini di ieri. Domani inviato Onu in Birmania.
Da Tgcom:
Myanmar,polizia e soldati nelle vie. La maggior parte dei negozi sono chiusi e molte attività ferme a Yangon, la principale città di Myanmar, dove poliziotti e soldati sono dispiegati in massa, secondo quanto indicato da testimoni.
Lo so che il confronto non regge, ma..Cristo!
Ci sono quelle giornate che sei inquieta, nervosa, ombrosa. Non c'è un motivo vero, reale, o lameno, non c'è qualcosa di così diverso dal solito, ma hai questa sensazione, questa sorta di smania.
Ma poi si fa sera, pensi che oramai la giornata è andata, è passata, e non è accaduto niente alla fine. Sì, è arrivata la prima pioggia, quella che manda in tilt quasi tutti, o almeno quelli che ancora si sentono alle bahamas, almeno con la testa. Cammini incerta e instabile sui soliti odiosi sanpietrini, oggi anche scivolosi. Guardi distratta qualche vetrina illuminata, eh sì, è anche arrivato il buio già. Ti stringi nella tua giacca che stamattina ancora un pò ti faceva sudare ma stasera sembra non bastare. Non pensi a niente di che, solo a una commissione che hai da sbrigare per un amico.
E poi nella folla più anonima e distratta lo vedi. Proprio in quelle giornate in cui, nonostante tutto, non ci avevi pensato, il tuo passato, o parte di esso, ti cammina davanti, anch'esso stretto in una giacca troppo leggera, anch'esso con uno sguardo vuoto, assente. E non lo puoi evitare, stavolta.
G. ha perso sua moglie F. alcuni mesi fà.
F. era una donna davvero speciale, di quelle che hanno una bellezza assurda, amplificata ancora di più da una profondità d'animo e un'intelligenza fuori dal comune. F. era giovane. F. e G. erano una delle coppie più innamorate che abbia mai conosciuto e che l'amore l'ha scoperto a 40 anni. F. era sua cugina.
Ho un tuffo al cuore perché incontro la parte più bella di te, una delle cose più belle che mi avevi dato.
Sbattiamo e scontriamo i nostri nasi per salutarci, goffi entrambi.
...Volevo chiamarti, passarti a trovare, sai aspettavo che mi dicesse lui, se, se fosse il caso, sai, io e lui, ecco quindi da sola magari..
Ed io mi sento piccola, perché tu hai perso una parte di te eppure stai andando avanti e mi sembri così forte, e sei tu a dirmi sei una persona speciale e bellissima, vedrai che nella vita otterai molto, sei tu a dirmi: nella vita bisogna andare avanti. E dovrei essere io. E così ricordo che, se sto ancora così, è perché, al di là di tutto, sono anche queste, le cose che mi mancano, che ho perso, e non ritrovo più.
"Con la perdita di Sumire, mi resi conto che anche una gran parte di me andava perduta. Come quando la marea si ritira, trascinando con sé tutto ciò che trova sulla riva. Quello che restava per me era un mondo irriconoscibile e privo di senso. Un mondo buio e freddo. Un'esperienza come quella che era accaduta tra me e Sumire, in questo nuovo mondo, mi sembrava impossibile. Per ognuno ci sono esperienze particolari che è possibile avere soltanto in periodi particolari. Assomigliano ad una piccola fiamma. Protetta con cura da persone attente e fortunate, alimentata, portata in alto come una torcia può anche vivere a lungo. Però, una volta spenta, quella fiamma non tornerà mai più. Quello che io avevo perso non era solo Sumire. Con lei se n'era andata anche quella preziosa fiamma. [...]
Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle. A volte, nel ripetersi dei gesti quotidiani, sappiamo farlo con destrezza. "
Murakami Haruki
[ NB: Soundtrax: Early day miners - Deserter ] To G. & F.
Martedì scorso è ricominciata anche la stagione 2007-2008 Croce Rossa Italiana, pronto moda autunno inverno.
Inizio morbido: innanzitutto in turno siamo una marea perché, causa disguido, c'è una persona in più (famo due, ci aggiungerei anche l'I.P...) di un altro gruppo. è il suo primo turno in 118 quindi è un misto tra agitazione adrenalinica e fascinazione cocainochimica. Non è che ha paura, comunque è in CRI da diverso tempo, anzi.. questo vole proprio vedere il sangue!!!
Si esce subito per un soccorso nei pressi della Roma-L'aquila. Avete mai provato l'ebbrezza di fare contromano 500 metri sul raccordo? Io sì! Come spesso capita le indicazioni sugli incidenti stradali son piuttosto vaghe, quindi sbagliate, quindi ci troviamo nel caos più totale del GRA all'ora di punta quando si capisce che l'incidente è esattamente sul ramo opposto: urge manovra d'urgenza, pistaaaa!!
Se c'è una cosa che ancora regge in Italia è almeno il rispetto per l'ambulanza, e vedere le macchine che, talvolta, son costrette ad arrampicarsi l'una sull'altra o addirittura a cambiare strada.
L'incidente è bruttino e c'è molto sangue a terra, non si capisce bene da dove provenga. Il signore comunque è cosciente, ha una brutta frattura esposta, un buco al gomito da cui fuoriesce derma e un pò d'osso ed escoriazioni lacerocontuse qua e là. Siamo al massimo dell'efficienza e lo trasportiamo al meglio, spinale, ragno, stecco bende e quant'altro. Durante il trasporto il paziente vaneggia un pò.
- Ma che è successo?
- Signore ha avuto un incidente con il motorino.
- Motorino? Ma io manco ce l'ho il motorino!
Ovviamente, arrivati in PS, la nostra spinale viene trattenuta per eseguire tutte le lastre e rimaniamo bloccati per circa due ore. Ma non siamo gli unici: davanti all'ingresso si presenta un bel parterre fra dipendenti e aumbulanzieri vari in attesa chi di una barella, chi di una spinale, chi di un paziente.
Tutti appoggiati, stravaccati, fiaccati dal duro lavoro, cicche in bocca e cedolini alla mano.
Noto che due giovani nuove leve applicano alla divisa la stessa moda autunno inverno proposta da D&G: cavallo calato, vita bassa, maglia aderente.. ci giocherei l'occhio che sotto c'è un mutandone elasticizzato a vita alta e un addominale tartarugato a far da corredo. Haai capito.. altro che noi volontari, zozzi, sciatti, chi con una divisa, chi co un'altra.
Ovviamente sono ironica. Fotografo mentalmente la situazione, sorrido. E ce ne andiamo.
Al rientro il sorvegliante guarda la Tv sgranata. Metto un attimo Ballarò. Si parla di Grillismo ovviamente. Yawn! E guardando il sorvegliante e l'altro ragazzo ho finalmente ben chiaro la pericolosità/portata di questo fenomeno.
Lui, con la sua panza, le sue ciavatte modello ragno anni 70, cicca in bocca, anellozzo al mignolo, dita e pelle ingrigite dal fumo di una vita, espone il suo pensiero, chiaramente:
- A me me piace Grillo, è gajardo, ammazza! Cha raggione! Tutto quello che dice cha raggione. Poi nun so quanti blogghe cha, comunque coi blogghe ha fatto un sacco de battaje. è stato lui a fa ridà i sordi a quelli della parmalà (ndr: Parmalat), a occupasse della storia der carbone, lì a civitavecchia. Io ce so annato a vedello. Ce so annato cor crà (ndr: C.R.A.L.), no spettacolo a 30 euri pe tutti quelli dei ministeri. No no, è bbravo, hai visto pure pe le bollette der telefono?
Ci chiamano ancora, malore metro Rebibbia. Partiamo, annullato, si cambia ancora e andiamo a casa di una signora affetta da flebite, prendo i dati dalla centrale.
- Allora prendi nota? L'infermo è Gasperino.. Gasperino, come er Carbonaro.
Non faccio in tempo a sorridere e pensare al solito folclore della radio romana (cioè ve lo immaginate un operatore radio, che sò, di Venezia, dire: Gasperino..il carbonaro nè??) che anche Ciccio ribadisce: E chi è? Gasperino er carbonaro?
Comunque no, è una signora, bella in carne, con notevoli problemi circolatori, che trasportiamo allo stesso PS di prima nella speranza di recuperare i nostri presidi. La situazione è più o meno la medesima, scenario cambiato di poco. Mentre vago per i corridoi guardo in giro: malati, ovvio, polizia, infermieri inciavattati, divise bianche, celesti, verdi i cui ruoli son sempre più confusi e mischiati. Medicine inscatolate su vecchi armadi a vetro, cannule, agocannule, butterfly colorate, talco dei guanti sui pantaloni, siringhe, aghi, padelle. L'odore degli ospedali è sempre lo stesso, credo in ogni parte del mondo. Come Grenouille, quell'odore lo potrei riconoscere ovunque, quelle cose, quel rumore del pacchetto sterile delle garze che si apre, dell'agocannula che entra, della fisiologica che sbatte sull'albero, delle ruote di carrozine che cigolano. Mi gira un pò la testa. A volte penso di essere un pò stufa, che sono 6 anni quasi..
Domenica scorsa mentre tornavo a casa è caduto un motorino davanti alla mia macchina. Lo stridore sull'asfalto lo sento ancora. E sono scesa, ovviamente.
Non so, forse aluni comportamenti oramai sono dentro di me, forse vorrei avere ancora quell'entusiasmo del neofita, eppure, ogni volta che attacco, ogni volta che squilla quel telefono, sento il cuore che fa un balzo..si ferma e riparte solo quando arrivo sul posto e vedo che c'è, solo quando vedo con i miei occhi.
Mi accorgo che quando sono lì, quando sono sul paziente, non esiste altro, mi accorgo che nonostante sia sveglia dalle 7 e sia mezzanotte, in quel momento non c'è altro.
A volte che penso che potrei e dovrei essere altrove, che so, magari a dormire? al cinema? Invece sono tra puzza di corridoi sterilizzati e sangue asfaltato caldo.
Come sempre mi fa un certo effetto poi tornare alla mia realtà di tutti i giorni. Un giorno un paio di tacchi, una sera una macchia di sangue sulla scarpa, un'altra del talco fuoriuscito dal guantone.
Eppure.. come in un quadro di Picasso, credo che solo grazie a tutti questi angoli e questi lati disomogeni, posso essere quella che sono, ogni giorno che viene.
- Ancora tu, ma non dovevamo sentirci più ?
Vado dritta, per la mia strada, stavolta non giro indietro, stavolta non mi fregano né mi frenano.
stavolta con un calcio di spingo più in là.
i miei pugni sono piume, ma ancora x poco. i miei calci sono più forti e veloci, talvolta fanno male. se potessi.. semmai servisse...
arrivo sempre tardi a lezione così farò sempre 20 e più flessioni più degli altri.
questo sarà l'anno del potenziamento, lo so.
la tecnica va limata un pò ma devo rafforzarmi. In tutto.
ho acceso delle candele ieri sera, ho chiuso gli occhi e ho ascoltato solo il mio respiro per dieci minuti.
la maggior parte delle persone crede che meditare sia pensare, cogitare, riflettere, valutare, sezionare.
non sanno di sbagliare, non sanno cosa perdono a dedicarsi, solo dieci minuti al giorno, di respiro, puro.
meditare è non pensare. meditare è respirare. meditare è sentire.
dieci minuti in cui tutto passa ma non si ferma e lo si soffia via. in cui forse, dopo, semmai, rimarrà solo la vaga presenza di qualcosa cui val la pena pensare, il resto via. ma non è detto.
dieci minuti in cui spegni la luce fuori e la accendi dentro.
dieci minuti in cui senti te, il corpo, il naso. dieci minuti in cui non pensi e, se pensi, non razionalizzi, ma soffi via.
mi divido fra riprese e scatti, e dieci minuti di silenzio e respiro.
That's my life, now.
Amo la mia città e chi la abita, specie quando mi si regalano, a fine giornata, perle di dialoghi come questo.
Martedì, dopo una giornata di lavoro e una serie di incontri piuttosto impegnativi, mi apprestavo a recarmi ad un altro appuntamento, impegnativo anch'esso, per vedere la Roma. Salto al volo sul tram, ad una fermata per me insolita, e con me salgono anche Loro e mi sento dire: Ciao!
Ovviamente mi giro per capire di chi si trattasse, dato che la voce di per sé non mi aveva detto nulla. Sono Loro, la coppia stramba del 280 che incontro quasi ogni sera. Ricambio il saluto, sì, siamo uniti dallo stesso sfigato destino di vivere su autobus affollati e puzzolenti e lavorare sino a tardi, ma oltre questo, non ho sufficienti elementi per intraprendere una conversazione. Poi son stanca. Poi devo scrivere degli sms perché mi è successa una cosa e abbasso lo sguardo. Ma Loro no, non c'è verso, incalzano. Sono spacciata.
Lei a lui: Lei la conosciamo (!) prende l'autobus con noi, vero?
Io: (sorriso di circostanza) mh, ssì
Lei: Lavori lì vicino vè? ma dove lavori? Per un ufficio?
Io: Beh, sì
Lei: Io lavoro per la società xxx, la conosci? sta a via xxx, è uno studio di commercialisti e avvocati, la conosci?
Io. mi spiace, no
Lei: ma precisamente dove lavori, in che via? e che fai? scusa..non ricordo il tuo nome
Io: Anais
Lei: (si protrae in avanti) piacere xxx e lui è yyy ma quanti anni hai?
Io: (che oramai ho riposto affranta il cell in borsa) 28, tu (ti prego non dirmi..)
Lei: quanti me ne dai? (appunto!)
Io: mh boh..tipo me (lei mi guarda male) no un pò meno, 26 (continua a guardarmi così)
Lui: ahahah oh vedi, te danno tutti de più ta danno tutti de ppiù, ce n'ha tre de meno, ce nha 23!!
Io: (rossa in volto) eh mh vabbè è che vestite in abiti eleganti o da lavoro dimostriamo tutte un pò di più..
Lei: no, te ne dimostri de meno, avoja!
Io: .. (gongolo) ma forse perché ti vedo vicino a lui che, mh (risatina imbarazzata) credo sia più grande di te.. ecco sì, di un pò..
- Allora lei è piccolina, a volte bionda a volte mora, magrolina. Ha begli occhi grandi e non sarebbe male, purtroppo ha delle brutte cicatrici sul volto e ha sempre e dico sempre, i capelli sporchi e unti e una pelle eccessivamente oleosa. Veste strana, a volte piuttosto bene, a volte con accostamenti improponibili, per non parlare delle scarpe, quei sandali plasticosi pluristrassati che già son bruttina ma, come dire, di giorno sono un pò fuori luogo. Ma lui..credo lui faccia il garagista, quindi è sempre e costantemente sporco di grasso, di olio di motore, di nero..è basso, tarchiato, ha mani tozze e ruvide e callose. Il solo pensiero che una mano come quella possa accarezzare una pelle liscia e giovane come quella della ragazza mi fa rabbrividire. Completamente canuto e con un viso scimmiesco. Ecco, sono Loro. E sono de Majana. -
Lui: ecco ecco a me quanto me dai???
Io: (nooo vi pregoo, bastaaa ma quando si scende?? quanti te ne do, te ne do 60!!) oddio boh, 38, 40? (falisissimaaa)
Lui: se se, de ppiù
Io: mh 43, 45
Lui: ghgh no no de ppiù de ppiù
Io: (aoh, nnamo n pò!) mh oddio, ma sicuuuro 50 no (falissimaaa)
Lui: eheheh, 52
Io: Naaaaaa, ma cosa mi dici mai??
Lei: ehh si hai visto?ma non glieli da nessuno, no no
- te credo, gliene daranno 60 -
Io: mhh beh (risatina imbarazzata) 23 52 ...mh, un bel pò di differenza, siete insieme da molto?(perché anche io, faccio ste domande e mi do la zappa sui piedi da sola?)
Lei: due anni! si ma stiamo benissimo, la differenza non si nota, ci amiamo tanto e pippiriprì piripì.. segue pippone su di loro, su come si sono conosciuti con Lui che le fa da spalla
Lui: appena l'ho vista ho sentito er core che mha fatto stunk (mima il gesto), corpo secco e ancora ogni volta che la vedo! è che lei co quelli dell'età sua nun ce se trova, o se la vonno solo portà a letto.. e piripìpiripìpiripì.. ma te che l'hai l'omo?
Io: (...) no (nessun piripì..)
Lui: ma come no??
Ma dimmi tu se devo farmi prendere per il culo pure da Mister sixtygarageman!
Io: eh oh, capita!
Seguono altre descrizioni, dove abitano, dove e quando vorranno andare a vivere..poi finalmente arriva la mia fermata che so, ahimé, essere anche la loro.
Lui: ma perché scenni qqua?? non scenni più su?
Io: (oddio..questi me spianooo!!) emh veramente vado a vedere la partita..
Lui: ahhhh ma allora ce l'hai movimento??ce l'hai l'omoo
- Non ce la faccio più, il viaggio più lungo della storia. abbozzo un sorriso e me ne vado..
Lei: ciao bella ciao, tanto ci si rivede
Non so se è una minaccia..
Ci mancava la coppia malassortita in vena di amicizie..
NB: 5 giorno di dieta.
Oggi mi hanno prelevato ben 4 provette di sangue per delle analisi specifiche che devo fare e ho ceduto ad un mini cornetto integrale.
A cena fuori martedì ho sbavato di fronte al mio interlocutore che trangugiava 2 medie e sbranava patate al forno. Non pago di ciò mi lancia la perla della settimana:
- Aoh, tho lasciato Cindy Crawford..te ritrovo Marisa Laurito! -
O_O
"Detto in sintesi, Sumire era un'inguaribile romantica, testarda e cinica, completamente inesperta della vita e del mondo. Una volta che cominciava a parlare, poteva andare avanti anche all'infinito, ma quando l'interlocutore non le andava a genio (come le accadeva con la quasi totalità del genere umano), non apriva bocca. Fumava troppo, e quando prendeva la metropolitana perdeva regolarmente il biglietto. [..] E tuttavia c'era qualcosa di speciale in Sumire che ti conquistava. Difficile spiegare a parole in che cosa consistesse questa sua speciale qualità, ma bastava guardarla negli occhi per vederla, riflessa nelle sue pupille."
Murakami Haruki
La Ragazza dello Sputnik
Ieri son tornata in palestra.
Come sempre a settembre tocca farsi spazio tra gli impavidi, gli avventori dell'ultima ora, i cicciotti (me compresa) e gli ansiosi post vacanze. Ho fatto un veloce screening di quelli che molleranno al massimo dopo un paio di mesi e di quelli che forse arriveranno a fine anno. Poi a dicembre, dopo le abbuffate natalizie, ci sarà la seconda ondata.
Ho già individuato quello che forse ci proverà a fare un pò il simpatico e che ieri mi lanciava qualche sorrisino. Pesa tipo 100 kg e somiglia a Maradona nei suoi momenti peggiori. Sarà mio!
Ho conosciuto una ragazza nuova, quest'anno siamo solo tre donne. Sembra simpatica.. almeno sin quando nello spogliatoio mi ha chiesto: tu hai figli? (adesso oltre ad esser lecito chiedermi se ho un marito, amiche sposate/divorziate...mo pure i figli???!!). Io, per vendicarmi, quando mi ha detto la sua età molto inferiore rispetto a quella che dimostra ero tentata dal dirle: Ma dai? sembri più grande! Poi ho pensato che siamo sempre ad un corso di kick boxing e, meglio non farsi nemici.
Ogni volta che rientro spero sempre in un inizio morbido, che tenga conto dei due mesi di inattività, dei bagordi appena passati, ma alla 20ma flessione dovuta ai miei 5 minuti di ritardo capisco subito quale sarà l'andazzo. Vengo anche messa a conoscenza che il mio ritardo di una settimana sarà presto pagato caro..a forza di riprese.
Continuo però sempre a stupirmi del fatto che, a fine anno, quando in teoria dovrei essere più allenata e preparata, faccio davvero fatica a finire la lezione, mentre ieri saltavo come un canguro, ho fatto tutti gli addominali, persino già i calci alti, o quasi. Ho giusto stentato sui pesetti perché non gliela potevo fare. Ma oggi non ho dolori.. per ora.
Ah ho anche già fatto del male perché saltando nello chassé ruotato ho beccato la mia amica in pieno sulle ovaie! Si ma la donna sottiletta quest'anno non c'è, è tornata la mia amica Pit Bull, con lei si che mi divertirò e migliorerò perché è di gran lunga più brava di me.
Ad ogni modo, non c'è niente da fare, l'attività fisica fa troppo bene, oggi mi sento gasatissima e di ottimo umore, nonostante il diluvio universale impellente (che oddio, se si porta via il caldo è ben accetto), sento tutte le endorfine scorrermi nelle vene, as usual, ieri a mezzanotte passata ero ancora sveglia come un grillo.
Per il resto, oggi dovrei rivedere il mio guru spirituale e vediamo cosa ne uscirà fuori.
Le omonime di Anais spopolano: dopo una tizia che continua a far assegni a vuoto, cosìcché ogni volta che devo fare qualcosa in banca devo lasciare anche una provetta di sangue e un capello sigillato con il mio DNA per dimostrare che non sono io, dopo una neovolontaria che non ho mai visto ma continuo a ricevere telefonate al suo posto, ieri mi è pervenuta una lettera dall'Ispettorato Nazionale delle Infermiere Volontarie di CRI in cui si invitava l'Egregia Sorella Anais al consueto incontro di gruppo con le altre sorelle nel gran salone azzurro.
Ieri ho anche ricevuto una mail da uno sconosciuto in cui mi si chiedeva, data la mia passione per la fotografia, di fargli una serie di scatti artistici di nudo o seminudo.
Ho capito che ho scritto che entro gennaio ho bisogno di un uomo..ma sono modesta, e so di non essere ancora una brava fotografa.
O_O
Peace & Love
Sorella Anais
PS: Secondo giorno di dieta...
Ci sono dei momenti in cui alcune decisioni, alcuni appuntamenti, sono impossibili da rimandare.
Ti guardi allo specchio, guardi la tua coscienza e capisci che quel momento, Quello lì, Quello che temi da sempre in questo periodo dell'anno è arrivato e non puoi più rimandare, non più.
Devi tirarti su le maniche e farti coraggio, armarti di santa pazienza, stringere i denti e andare avanti e affrontare questi scogli immensi e dolorosi:
- La prima ceretta autunnale post estate (tra lamette e depilatori vari)
- La Dieta d'autunno
ce tocca, ce tocca!
Voglio, avrò
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.
Fernando Pessoa