Come sempre, con l'arrivo di settembre, inizia per me il nuovo anno e si iniziano a stilare una serie di propositi.
Quindi, dopo il maximanifesto politicheggiante, eccone uno più intimo e intimista.
Diciamo che il restart mi viene meglio col cambio stagione o con un suo accenno, insomma, quando almeno le canottiere posso iniziare a riporle.
Mi prendo ancora due settimane di allungo, con lo strascico spagnolo, gran parte delle attività riprenderanno a metà settembre.
A metà mese ricomincio la palestra e gli allenamenti, dio sia lodato, sennò qui lievito! Vorrei cercare di essere più costante, magari chissà, quest'anno una garetta potrebbe scapparci. Si lo dico sempre poi non lo faccio mai. Ma se non mi alleno costantemente diventa difficile. Quest'anno ho perso anche la mia amichetta e sarà più tosta perché sicuramente dovrò allenarmi con la donna sottiletta, ossia una ragazza che credo pesi a mala pena 45 kg la cui gamba equivale circa al mio braccio, e quindi, non che io sia forte, ma con lei credo sarebbe forte anche un bambino di 10 anni, quindi colpi forti o massacri come facevo con la mia amichetta non se ne parla. Tra l'altro è anche ancora piuttosto maldestra ed è proprio da persone così che si prendono le peggio sveglie perché tirano calci e pugni a mo di Budd Spencer e Terence Hill, così, alla rinfusa, e fanno male peggio.
Vorrei fare un corso serio di fotografia. Ma non ho il mezzo.
Mi è venuta voglia di tornare a studiare il francese. si lo so che serve l'inglese, tra l'altro a Stoccolma mi sono accorta di come ogni anno lo "parli" sempre meno e sempre peggio. Però ogni volta che sento parlare francese vado in estasi. Vorrei trovare un corso da fare in pausa pranzo così che mi impieghi meno tempo.
A settembre ricomincia alla grande la stagione cinematografica dopo le merdacce estive. Inauguro alla grande andando alla Mostra di Venezia, spero poi di vedere tanti bei film.
Vorrei andare più volte a teatro. L'anno scorso credo di essere andata una volta sola, che brutto!
Le mostre ok, quelle raramente le perdo.
Mi piacerebbe tornare a fare Yoga dal mio Guru. Sapete che per diversi anni la vostra Anais ha praticato lo Yoga e, non solo, per due anni e più l'ha anche insegnato a livello moolto base?
Ok, la mia classe era composta un anno dal Cescoz e da due ragazze che pagavano la bellezza di 15 euro al mese, l'anno successivo mi appoggiavo alla saletta condominiale del palazzo, con le signore incordate della via! Che spettacolo! E alzavo una signora cifra prendendo o sempre 15 o 20 euro al mese! Prezzi popolari! Beh, ci mancherebbe. Mi rimpiangono ancora ma se non riesco a mantenermi aggiornata col mio Guru non posso continuare. Ogni anno lo chiamo a settembre ma son 2 anni che son ferma completamente e mi manca da morire.
Oh, l'unico anno che son riuscita a stare tranquilla e a perdere tipo 8kg facevo meditazione quasi ogni sera!
Ah che bestemmiaaaa, lo yoga x dimagrire!!! :P
Mi piacerebbe, as usual, viaggiare di più quest'anno, fare più week end mordi e fuggi, anche in Italia. Diciamo che l'anno scorso ho alzato parecchio la media ma si può fare ancora di più.
Mi piacerebbe avere uno stile di vita forse un pò più tranquillo e morigerato, che mi permetta magari anche un'alimentazione più sana, meno fumo. Si meno fumo.
No ok quest'ultimo punto non è indispensabile.
Per ora va bene così.
Buon rinizio a tutti!
[NB: Grazie alla dritta di Blunotte, soundtrax: Au Revoir Simone: Through the Backyards]
Sto tornando piuttosto operativa, almeno mentalmente.
Questa prima settimana è stata per fortuna ancora molto soft, molti a lavoro non sono rientrati, questa mattina alle 8,30 ero già qui xké le strade erano vuote e mi aggiravo per i corridoi spenti e vuoti di un ufficio ancora addormentato. Credo che la botta arriverà lunedì.
Così stamattina leggevo con calma i giornali e ci sono diverse questioni che hanno destato il mio interesse e messo in moto il mio anaispensiero.
Questione lavavetri
Anaispensiero: Contraria!
Allora, diciamo che faccio parte di quella categoria che, all'occorrenza e magari svegliata male, è spesso tentata dall'acciaccarli al semaforo quando si fanno troppo insistenti, ti si apparecchiano sul cruscotto o ti lasciano quello sputazzo saponato all'angolo e storcono la bocca se gli allunghi una mancia troppo esigua. Però..però scusate, è vero, spesso sono prepotenti ma a me fastidio non danno, in fin dei conti, si sono inventati un lavoro. è vero, è illegale, ma cosa vogliamo, chiedergli fattura ogni volta che ci puliscono o vendono un accendino o un pacco di fazzoletti per 1 euro? Anziché multarli (tra l'altro, secondo loro li hanno i soldi per pagare mille euro di multa? boh, magari si eh..) o peggio ancora ingabbiarli (senza pensare al fatto che i peggio mafiosi, evasori fiscali e quant'altro sono in giro a piede libero o tutt'al più in barca o a correre su una moto e si è dato l'indulto ai peggio pedofili e stupratori xké le carceri sono affollate, mettendo in strada milioni di criminali che tempo un giorno son tornati dentro) perché non si pensa ad una regolamentazione o, meglio ancora, a servizi di orientamento ed inserimento lavorativo? Quanti ho visto passare da lavavetri a venditori autorizzati di giornali?
Ma scusate, ma non vi fa mai mai dico mai comodo che qualcuno vi lavi il vetro zozzo, polveroso, con scritte tipo LAVAMI STRONZO o piselletti disegnati? Preferite allungarvi dal benzinaio?
Allora non è che bisogna per forza toglierli o ingabbiarli, ma controlliamoli. Si controlli che non siano indisponenti e prepotenti o che, magari di notte, non ti vomitino sul fendinebbia. Si creassero task force del comune a vigilare e regolarizzare il loro lavoro o, se proprio li vogliamo togliere, troviamogli un altro posto, magari sarebbero loro i primi ad esser contenti ad andarsene dalla strada, trovare un lavoro più decente, un permesso di soggiorno regolare.
Non capisco perché si debba continuare a ragionare con la logica che gli stranieri siano tutti qui, x forza, per delinquere e bivaccare.
Suonatori di 8 e ambulanti vari
Ok, quando sto sentendo la mia canzone preferita e mi entra il contrabbasso che mi suona nell'orecchio a volte smadonno. Ma suvvia. Quanti di voi se vedono un suonatore sulla metro, che sò, di Praga, si commuovono e magari allungano l'euro, mentre qui li prenderebbero a calci? Non chiedono l'elemosina, suonano, non rubano, fanno il loro giro, se non li paghi alzano i tacchi senza colpo ferire, ma che fastidio vi danno???
Contraffatori di gucci, vuitton e quant'altro. Beh ok, contraffare è illegale. Certo è che, chissà, se magari le case di moda destinassero anche solo una parte delle loro merci anche di scarto, quelle fallate di outlet, a venditori ambulanti e possibilmente senza chiedergli una percentuale esosa, o magari le case discografiche dedicassero una piccola nicchia del mercato alla vendita senza l'interemediario discografico, un pò come si fa ai concerti, a piazze e strade, chissà..
Perché deve essere sempre e tutto fantascienza?
Parcheggiatori
Ok. Qui ci siamo. I Parcheggi già si pagano, e tanto.
Perché ogni sera devo avere l'angoscia di trovarmi la ruota bucata o la macchina sgarrupata se non ammollo non uno, bensì 3 euro al parcheggiatore cravattaro di turno?
Ecco, cominciate da loro.
Degrado del centro storico
Anaispensiero: contraria!
Ho letto una frase assurda che suonava più o meno così: la movida romana fa schifo. Non capisco cosa ci trovino di bello i romani a bivaccare per strada, sino a tardi, anziché andare in un bel locale.
Allora, scusate se abbiamo la colpa di accontentarci di 4 euro di birra e godere dello spettacolo di millenni di storia seduti su una semplice scalinata con una temperatura normale e gradevole e non sempre ci va di chiuderci dentro locali affollati al costo di 15-20 euro.
Scusate se abbiamo un centro storico bellissimo che si presta ad una quantita imprecisata di passeggiate dagli scorci indescrivibili o un numero elevato di baretti e locali che affacciano su piazze o vicoletti e disponiamo di così poche mega discoteche e clubs esclusivi.
Ma stiamo scherzando??
Una cosa effettivamente mi preme da molto: l'allungamento orario della movida. Locali che debbano per forza animarsi all'una passata sino al mattino, di contro a pub che chiudono alle 2. Ecco, magari sì, magari ridimensioniamoci un pò nello stile di vita che magari uno se balla dalle undici alle 3 è un pò più lucido che alle 7 del mattino per guidare. Ridimensioniamoci nel pensare: se non torno all'alba vuol dire che non mi sono divertito.
Non capisco la logica secondo cui la gente vada tolta dalla starda e chiusa dentro quattro mura, giacché mi è capitato molto più frequentemente di assistere a risse fra ubriachi da disco che gente che si picchia per strada anzi, magari una bella passeggiatina sino ad una macchina parcheggiata a qualche mentro di distanza in appositi parcheggi - ovviamente gratuiti - a ridosso del centro, aiuta anche.
A trastevere gira droga. Ma non è che è Trastevere che ci si droga, ci si droga e basta, purtroppo è così. Quei filmati sono tristi, ma non è un allarme romano o da centro romano, è un allarme per una gioventù odierna allo sbando e che fa schifo e scusate, ma se si allarga poi il discorso a tutti i frequentatori del quartiere lo trovo ingiusto. Allora non è che io non posso farmi una passeggiata o mangiarmi un panino alle 3 xké c'è una minoranza di persone che si fà qualche canna di troppo. Non capisco la logica restrittiva secondo la quale si debba fare di tutta un'erba un fascio e finisca per rimetterci sempre l'essere più tranquillo e innocuo. Cosa dobbiamo, punirne uno per educarne 100?
Mi può star bene che non si servano più alcolici dopo le 2, anche se a questo punto fate le cose fino in fondo e iniziate a chiedere qualche documento, o che i locali chiudano, ma fosse solo per un orario di lavoro umano, ma non mi scassassero le palle se ho voglia di stare in strada e senza imbrattare i muri.
Mi sta bene che ci sia più vigilanza per le strade perché mi fa sentire più sicura, perché non esiste che la gente venga aggredita da bottiglie rotte a campo de Fiori, non esiste che la gente sia ostaggio di teppistelli sedicenni. Mi sta bene che magari a tarda notte forse non è il caso di continuare a suonare ad oltranza, che qualcuno magari vuole e deve dormire. Del resto, mi spiace per i residenti ma se io volessi una vita più raccolta e tranquilla magari eviterei di comprare casa a vicolo del 5. Mi sta bene che non è giusto che mi piscino sotto il portone tutte le sere o che se qualcuno si mette a suonare sotto le mie scale io abbia il diritto di chiamare i carabinieri. Ma non mi sta bene che siccome tu vivi lì allora quell'angolo di strada sia destinato alla tua macchina. Perché io sotto casa devo girare anche un'ora x trovare un posto e tu invece devi averlo assicurato xké sei "residente"? Io cosa sono, non risiedo a Roma? Eppure cerco parcheggio, come tutti. Io le macchine in centro non le farei entrare ma non di certo per i residenti ma perché creano caos e smog. E allora ad una ZTL regolamentata e semplice sono d'accordo, ma purché da contr'altare ci siano parcheggi idonei, collegati e gratuiti e, soprattutto, mezzi pubblici atti a coprire adeguatamente le zone e, fantascienza, un servizio di taxi dall tariffa nottura freindly, sostenuto dal comune, che so, 10-20 euro, e con un gruppo di amici si ammortizza, si lascia la macchina a casa e si evitano mille problemi. Ma è tanto difficile da fare?
E sennò romani, muovete il culo! All'estero tutti pronti a dire che i mezzi funzionano, evviva, pronti a sborsare anche 50 euro a settimana di tessera perché lì è ok, lì funziona. Ma vi mettono i mezzi e non li prendete? Vi mettono un autobus, con tanto di DJ, che vi porta sino ad Ostia, dove potete anche alcolizzarvi liberamente alla spiaggetta o al faber beach, dove potete evitare interminabili ronde sulla rotonda e che fate? niente.
Vi mettono l'8 fino alle 3 di notte, vi mettono le navette all'amata san Lorenzo. E dai! E non diciamo sempre e comunque che nulla funziona. Ho visto la piazza a San Lorenzo stracolma di bottiglie vuote e mi ha shockata, soprattutto perché la mattina successiva era di nuovo miracolosamente sgombra. Ho visto tanti giovani spazzini all'opera e ne sono contenta, lavorano e c'è lavoro. Ma perché non predisponiamo secchioni appositi, anche atti al riciclaggio, così magari c'è posto dove buttare le cose? E inventiamoci un marchingegno che possa scoprire se dentro ci sia una bomba, mo sta storia che per gli attentati non debbano più esserci secchioni ha stufato.
E magari inziamo anche a preoccuparci delle decine di topi che riniziano a circolare tra tombini e secchioni, che era una vita che non li vedevo, e multiamo chi prende e butta per terra carte e cartacce perché una Roma così zozza non l'ho mai vista.
Questo stile da sceriffi non mi piace per niente.
Ho come l'idea che la sinistra voglia raggrupparsi anche i voti di altri, voti radical chic che non ci appartengono perché noi le cose non le facciamo così. Che non è che essere di sinistra significa esser zozzi e barboni, ma non significa restringere e ghettizzare e multare o punire perché questa pare sia la moda che piace. Perché improvvisamente l'italiano è diventato circospetto, intollerante, xenofobo e questo è colpa di chi ha permesso una politica incontrollata di bivacco e apertura indistinta, mentre serve una mediazione culturale e un processo di integrazione lento e progressivo, una rivalutazione dei servizi e dei diritti civili, una educazione civica che dalle scuole è persino sparita. Vogliamo il federalismo? Vogliamo più diritti e doveri per le amministrazioni locali? Ma che esista una linea di condotta italiana e comune, perché è vero che ogni città ha i propri problemi, ma non si può neanche permettere che ogni amministrazione di turno, ogni 5 anni, abbia il diritto di fare il buono e cattivo tempo e decidere misure assolutamente indiscriminate, populiste o impopolari. Che almeno a livello locale funzioni la democrazia dei cittadini, non solo a livello rappresentativo.
Che si inizi a predisporre non una bensì decine di macchine notturne per i servizi i sociali, che vadano ad evitare che magari l'ubriaco di tavernello disturbi qualcuno. Che non esistano solo e sempre i servizi di caritas e sant'egidio che ok , ma riappropriamoci di una laicità del servizio sociale perché gente che vuole lavorare ce n'è. Evitiamo che il servizio civile si risolva nel fare le fotocopie al gabinetto del ministero degli interni ma che sia davvero tale e vada per le strade, vada per i centri. La leva volontaria c'è, è immensa, non va sfruttata ma valorizzata e incentivata.
Un altro Gentiloni non lo voglio, e nemmeno un altro Cofferati.
Vorrei poter passare per la stazione Trastevere senza fare slalom fra il piscio e le bottiglie, ma non per questo voglio che siano alzati muri divisori, perché ho paura che la strada sia quella. Allora chiudiamo le stazioni di notte ma apriamo dei centri. Rivalutiamo l'air terminal e magari rendiamolo un centro di sostegno e accoglienza attrezzata, non ghetto, per la gente della notte.
A Roma non c'è solo la priorità della festa del cinema o della notte bianca. Se la festa del cinema porta onore, prestigio e capitali, ben venga! che questi capitali vadano anche indirizzati in qualcosa di giusto.
Varie ed Eventuali
Ho letto di qualcuno che scriveva che Michael Moore è un furbetto, che oramai ha imboccato una strada comoda che gli fa fare un sacco di soldi e basta.
Facile mascherare la propria pigrizia o ignoranza nel luogo comune.
Mi piacerebbe che siano queste le persone che ho visto in sala a vedere SICKO la sera scorsa ma anche questa è fantascienza. Non so, io sono spesso ingenua per queste cose. All'avidità di gente che è in grado di partorire certi prodotti non riesco a credere se non sino ad un certo punto.
Certo è che tollero più Moore, che si limita al cinema, che il Grillo nazionale, che forse deve decidere bene chi essere al mondo, se a questo punto scendere direttamente in campo politico perché la linea paladina ha un pò stancato, quando comunque 30 euri per i tuoi spettacoli li chiedi. Ma sono sempre assolutamente favorevole e ben disposta verso chi ha il dono e il potere di parlare facilmente alla gente perché preferisco forse più gente indottrinata da un Grillo pensante, che da un Berlusca delirante, gente che sa parlare facile e giusto ma senza essere qualunquista, che sappia indicare un giusto utilizzo dei mezzi di informazione perché è democrazia anche che chi non ha i mezzi o le capacità per informarsi o discernere possa anche essere aiutato e sostenuto, sempre con il libero arbitrio.
Vedere come un paese che sia in guerra da anni per esportare il proprio modello democratico nel mondo permetta la morte a bambini e persone malate è ben al di là di ogni concezione umana.
Il film mi ha provocato un senso di schifo e voltastomaco.
Ipotizzare un modello sanitario d'élite, pensare anche lontanamente che i più ricchi del paese siano i dirigenti sanitari posti a decidere incondizionatamente su chi debba poter vivere o morire a seconda del nuovo modello di macchina che vogliono comprarsi il prossimo anno mi ha fatto più paura di un film di Dario Argento.
Ma non ho pena per il popolo americano, se non per la minoranza che ha provato a cambiare rotta.
Si son fatte rivoluzioni per molto meno, non è possibile che questo modello vada così avanti da anni e non accada nulla. Non è possibile che si possa essere lasciati in mezzo alla strada con una testa squarciata, che si debba decidere se riattaccare un dito o l'altro e si dica semplicemente: è così.
Non è semplicemente la questione dell'assicurazione, cara, è che è l'assicurazione stessa che è difficile avere perché le società non vogliono assicurare, non vogliono pagare. Ma iniziare a far pagare meno gli interventi no? Come è possibile che lo stesso farmaco costi 5 centesimi in un paese, tra l'altro povero, e 120 dollari in un altro?
Vorrei inoltre che gente come questa andasse a vedere film come 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni.
Vorrei che si sciacquasse la bocca chi ha il coraggio di dire che le donne prendano l'aborto e la pillola del giorno dopo come metodi anticoncezionali alternativi e semplici, perché il dolore che taluni eventi possono provocare, per forza, x destino, volenti, nolenti, è intimo e privato e risulta anche quasi disumano che esitano leggi a delimitarlo. Non servono giudici, né censori. Servono medici. E aiuto.
Affermare che si vada verso forme di eugenetica e selezione darwinista laddove una madre senta il diritto di voler scegliere un futuro per sé e il proprio figlio, è criminale. Entrare nelle scelte e sindacare sui dolori altrui è criminale.
Oggi, per la prima volta da quando è stata istituita in Texas, è stata sospesa la pena di morte a Kenneth Foster.
Forse, qualcosa, può davvero cambiare.
Scusatemi, ogni tanto il mio lato pseudopolitico ha bisogno di farsi sentire.
non si è mai lontani abbastanza per trovarsi,
mai - lontani abbastanza - per trovarsi - lo erano quei due, lontani più di chiunque altro...
Oceano Mare
A. Baricco
(Citazione grazie a Blù )
...Lontani e basta.
E basta.
Il cielo grigio di oggi e il languore della giornata mi spingono a scrivere delle mie ferie finite, di un'estate che se ne sta andando, in sordina, tranne per il solito caldo che, come sempre, rimarrà attaccato al culo dei romani almeno fino ad ottobre.
Questa mattina, piuttosto insonnolita xké i ritmi estivi ancora si fanno sentire, guardavo Roma dal finestrino. Questa mattina la vedevo stanca, dimessa, ci sono cantieri ovunque, lo scirocco alzava polveroni di sporcizia e inutilità. Turisti volenterosi giravano già con la cartina alle 8. Mi chiedo sempre, io che son solita girare per capitali, che effetto mi avrebbe fatto Roma, da turista. Tento di farmelo spiegare da amici turisti, ma non è lo stesso.
Tornare a Roma dopo i viaggi nel futuro e nelle capitali che funzionano è sempre un pò un trauma.
Eppure, non sono mai né i servizi avvenieristici, né le mille metropolitane, le strade pulite, gli autisti che ti fanno spazio x entrare in bus sennò non partono, i Cd che costano 6 euro, gli autoctoni che ti si avvicinano x strada x indicarti il punto sulla cartina, non son mai queste le cose che mi colpiscono più di tanto.
Mi rendo conto che l'aspetto che mi piace di più quando viaggio e che mi manca è l'essenza stessa del viaggio. L'idea di poter essere uno nessuno, centomila. L'idea di esser avvicinata e apostrofata in un'altra lingua, magari confusa con gli altri in un locale affollato e poter rispondere come si vuole. L'idea di perdersi e non sapere dove andare, ma riuscire sempre a tornare. La possibilità di stupirsi ancora, anche di fronte ad una scalinata, un'insegna di cioccolata, un muffin fatto a mano e appena caldo. Stupirsi ad apprezzare il caffé solubile che in ufficio mi fa vomitare, non spaventarsi ad andare in giro di notte e passare sotto ponti e cavalcavia da cui qui ti tieni alla larga xké hai quella sensazione di aureola positiva che in vacanza nulla può accaderti. Che la delinquenza abbia i suoi confini e sia razzista, quindi all'estero ti lasci stare. Falsa idea.
L'idea di esser fuori dai soilti giri, di permetterti di addormentarti su una panchina davanti al regno dei premi Nobel, cambiarti le scarpe che fanno male, xké così tanto raramente cammini ,in mezzo alla strada senza vergogna, tagliarti le unghie in un angolo metropolitano sennò non vai avanti, fare 400 foto di cui 350 inutili e ti rendi conto di non avere neanche una foto tua del monumento più fotografato del mondo e che hai a 5 minuti da casa.
E poi quando torni, e riconosci le vie che fai tutti i giorni da una vita, riconosci i tuoi angoli, riconosci quelle facciate che spesso ignori, le guardi e sorridi, ti rendi conto che la cartina la puoi buttare, ti riconosci perché tutto ha un senso per te, xké alcune scalinate ti hanno vista mano per mano con qualcuno di importante, perché non puoi pederti ma sai ritrovarti e magari ti fermi, e magari scatti anche una foto.
Se è così, allora per me, per me vuol dire che è stata una bella vacanza e varrà sempre la pena partire, partire e tornare, e ripartire.
Stoccolma è bellissima, lo sospettavo ma non così. è una città molto particolare, nel suo essere composta da piccole isole misteriosamente collegate in diversi modi. Il tempo era fantastico, maglia di giorno, maglione di sera. Inutile dire che passare dai 15 ai 38 gradi è stato un trauma non indifferente. Non è così cara come si dice. La gente è variegata, puoi beccare il locale cagone e nessuno ti si fila, come entrare nel bistrò bettola ed essere avvicinata da tutti e scocciare il bicchiere con il primo che entra e ti saluta. Le svedesi sono davvero belle, non c'è che dire. Il loro stile nordico vintage by H&M è fico, con le loro tuniche, i fuseaux, le ballerine, i braccialoni e le collane di plastica, le mezze code morbide e bionde. Chissà perché poi se lo vedo qui mi fa ridere, ma lì sta bene.
Non ho mai rimorchiato tanto. Solo donne, davvero! Ovviamente, le più brutte di Svezia, as usual!
Ci tengo a dire che il cambio della guardia svedese a Londra gli fa una sega, non capisco xké sia più famoso l'altro, solo x un lungo cappello di pelo nero? Inoltre le guardie reali si intrattengono col pubblico, son gioviali, si fanno fare foto e accarezzare i cavalli.
Lo spettacolo delle isole del Baltico, per quel poco che ho visto, è difficile da descrivere. Porterò sempre con me il ricordo di un compleanno speciale, con i miei amici del cuore, su un baretto in mezzo al mare, con un buffet di dolci da sogno e una tazza di caffé bollente, e il silenzio..e il loro panino al merluzzo!
La Puglia è stato un piacevole e felice ritorno. Ho rittrovato tante cose di me e ho notato anche molte piacevoli differenze. Ho fatto la brava, nessun orario improponibile né eccessivo alcolismo anzi, ci siam godute la tranquillità di paesini e masserie mentre a ferragosto imperversava la ressa in spiaggia.
Ballare sotto le stelle, magari con i piedi immersi nella sabbia fredda, è troppo bello e da quella certa sensazione di freschezza e libertà che ti fa sorridere smisuratamente.
Son stata meno contenta di notare come i PR ci ignorassero nel lasciarci le prevendite in spiaggia, di come i bagnini ci apostrofassero come signore o le amiche tredicenni delle cugine della mia amica mi abbiano scambiato per una loro zia, come sia riuscita ad attaccare sui miei bei panatolini di raso l'unica gomma americana di tutta la puglia, come abbia catapultato la borsa al di sotto del pontile per fare uina foto - x altro non venuta - al mare di notte e abbia dovuto elemosinare pietà dal buttafuori che si è catapultato di sotto x recuperarla, come abbia attirato sguardi e attenzione di over anta, tossici impasticcati e nani cicciottelli. Ma del resto, ho un anno in più, da qualche parte inizierà a vedersi.
Si io lo so dove: ho deciso che a 30 anni mi toglierò un pò di ciccia dalle maniglie e distenderò quelle cacchio di rughe sotto al collo che mi hanno rovinato ogni foto!!Ma porc!
A proposito della mia lista..
Appena scesa dall'aereo mi è spuntata l'herpes, ma stavolta sopra al labro e il mio naso lungo ha fatto ombra e si è vista poco.
Ho visto una stella cadente enorme e un altro paio piccoline. Ho espresso il primo desiderio che sentivo forte dentro, qualcosa dentro mi dice che non sono poi così lontana dal realizzarlo.
Non ho comprato sandali né collane, bensì un anello e bracciali patacconi. E si, x il mio compleanno, una bellissima borsa color carta da zucchero.
Non ho portato l'orologio con me al mare.
Ho ricevuto gli auguri dalle persone a cui voglio bene, quelle che contano..e qualche sopresa(Quel che è giusto è giusto: Cescoz è stato davvero il primo!!).
Ho letto a malapena 10 pagine di uno dei libri, il più piccolo, che avevo portato con me.
Ho fatto tante foto, se belle...beh, qualcuna mi inorgoglisce un pò.
Ho ballato tanta musica: dai BeeGees alla trance, passando x un pò di divertentismo. Ovviamente la pizzica. Solo ascoltata.
Mi sono finta nell'ordine Rachele, Diana e Greta.
L'ansietta l'ho lasciata a Roma. Il sonno anche.
Sono partita salutando qualcuno che mi ha aspettata.
Ho ricevuto sì, alcuni di quei messaggi che non volevo, uno in particolare mi ha ha fatto un pò male, perché è arrivato tardi. Ma a quel messaggio non ho mai risposto.
[NB: Soundtax: Bob Dylan - Like a rolling stone]
PS: Domani parto x un week end a venezia. Giovedì prossimo per 5 giorni a Barcellona.
Non finisce qui.
Dove sono? Chi sono? Cosa ci faccio qui? Quanti anni ho? Come mi chiamo? è il pianeta terra questo? Che anno è? Che giorno è? Nome in codice?
1 Fiorino!
Datemi il tempo tecnico necessario per capacitarmi e rassegnarmi all'idea di un anno che riparte e sarò qui x un racconto più o meno dettagliato e pulp della mia estate!
Langue e ammicca quest'ultima settimana prima delle agognate ferie.
Questa estate sta scivolando via, quasi non me ne sono accorta. Quasi.
Me ne accorgo dalla borsa del mare disfatta all'angolo della scrivania, da qualche residuo di sabbia e salsedine sulle infradito che porto anche in città. Dall'olio solare già quasi finito, dalla prima abbronzatura andata via su una pelle incredibilmente morbida e profumata.
La mia estate profuma di me, degli sguardi che ho incrociato, delle mani che ho accarezzato, degli abbracci cui sono sfuggita, di pomeriggi lunghi, di serate sempre troppo brevi, di una stanza insolitamente troppo disordinata.
Giugno, luglio..improvvisamente agosto.
Pausa dal caldo.
Pausa un pò da tutto e tutti. Ci sono e non ci sono.
Giornate spensierate e vissute sino all'ultimo minuto, all'ultimo respiro, all'ultima boccata di fumo, si alternano a momenti Miei, tranquilli e pensierosi.
A settembre comincerà il nuovo anno, reminiscenze scolastiche.
Sabato si parte, la valigia è incredibilmente già quasi fatta e buttata sotto al letto, un pò annoiata, come me. Non è che ha tutta sta voglia di imbarcarsi stipata in uno stretto bagagliaio. L'ho fatta in un raptus notturno, prendendo cose e qua e là e col sottofondo del Cd dei Keane, il primo e del Cd di Skye, come l'estate scorsa. Forse prima di partire è il caso di ricontrollare. Fastidiosa la sensazione del sentire di aver scordato qualcosa. C'è sempre qualcosa da dimenticare a Roma. Ma raramente è un qualcosa che non può trovarsi anche altrove.
Cosa mi aspetto da queste sospirate due settimane tra Puglia - Roma - Svezia?
Vorrei dormire, ne ho davvero bisogno.
Vorrei staccare un pò il cervello, come non ho fatto l'estate scorsa. O, se non altro, metterlo almeno in posizione di risparmio energetico.
Vorrei prendere tanto sole prima, e tanto fresco poi.
Vorrei che non mi venisse un'altra herpes.
Vorrei non perdere la valigia.
Vorrei fare tante belle foto e avere tante foto da guardare al rientro.
Vorrei vedere tante stelle ed avere tanti desideri da esprimere.
Vorrei che si attenuasse quel senso che io chiamo di "ansietta" che ogni tanto mi morde lo stomaco.
Vorrei che almeno uno dei miei desideri, si avverasse.
Vorrei non ingrassare, come mio solito, e dover passare i primi due mesi del rientro a sfondarmi in palestra.
Vorrei non ricevere più Quei messaggi perché quest'anno il cellulare, che già è mezzo rotto, rischia davvero di finire in acque cristalline.
Vorrei, qualora ricevessi Quei messaggi, avere la forza di non rispondere.
Vorrei che qualcuno sentisse la mia mancanza. Io so che qualcuno mi mancherà.
Vorrei ritrovare quello che lascio, se possibile anche qualcosa di più.
Vorrei ricevere gli auguri delle persone a cui voglio bene, e qualche sorpresa.
Vorrei tornare magari con una bella collana nuova, un anello o un paio di sandali di cuoio.
Vorrei trovare il tempo di leggere almeno uno dei libri accatastati da settimane.
Vorrei ballare tanta bella musica.
Vorrei evitare casini.
Vorrei lasciare l'orologio a casa e perdere totalmente la cognizione del tempo.
Vorrei sentire la mancanza di casa, perché così tornare sarà meno traumatico.
Vorrei trovarvi tutti qui, al mio rientro, per iniziare il nuovo anno insieme.
A presto,
Anais.
[NB: Soundtrack: Tori Amos - Cornflake girl]
Io da melbook store non ci vado mai. In realtà non mi dispiace, ha un fascino misto freakchic, lettore bizzaro e di nicchia, ascoltatore di musica di un certo livello, cultore d'arte e cucina zen.
Io da melbook ci compravo i traduttori, ci ho venduto tutti i libri del liceo.
Comprare un libro in qualsiasi libreria che non sia la Feltrinelli genera in me un sentimento misto vergogna e tradimento. Io sono una cliente fedele. Su Anais puoi contare.
Quando entro in una libreria che non conosco mi sento spaesata. Non so dove cercare i libri, non li trovo, improvvisamente è come se nessun libro interessante in quel momento sia stato scritto, come se avessi perso il potere della lettura o fossi improvvisamente vuota o dislessica, tutto è confuso.
Poi, alcune sono così caotiche, accostano Giardinaggio e Filosofia, Economia e Cucina. Mettono Chopin nella categoria musica internazionale.
Ma, sempre cara rimarrà a me la vecchia Feltrinelli di Torre Argentina, quando era La Libreria. Ora..un megastore come tanti.
Ad ogni modo, ieri, dopo una bellissima e freschissima passeggiata per il centro di Roma, mi so trovata lì.
Dopo esser stata interrogata e rimandata a settembre sulla conoscenza del significato della bandiera della repubblica italiana, sul numero dei giudici della Corte Costituzionale e sul procediemento tramite cui vengono eletti, sul significato del termine "non expedit" ma, cosa più scottante, sulla data di unificazione d'Italia, clamorosamente confusa con quella delle terza guerra. Dopo dissertazioni sulla vita al di là della vita, sul connubio uomo natura, su come tutto si evolve, io evolverò nel verme che mi mangerà le orbite o nel pesce che mangerà le mie ceneri, dovevo trovare rifugio. Ed ero davanti a Mel.
No vabbè, l'autobiografia di Mara Cagol no, x ora basta. I libri di Travaglio finché non gli cambiano edizione e sono pubblicati con un patto segreto con l'organizzazione ottici italiana idem, il filone casalinghe disperate tipico di questo periodo x ora, stranamente non mi chiama. Ho evitato accuratamente il libro consigliatomi sull'origine della religione di Feuerbach.
Colta in fallo in materia di legge e storia, ho sentito il bisogno di tornare alle mie origini: lo scaffale di Scienze Sociali. Oh! Ah! Come no! Uhh, capirai, già so! Eh sì! Avoja! Ahh, mo si che se ragiona!
Io credo si possa camapre senza sapere xké sulla bandiera della Repubblica ci sono alloro e salvia.
La gente vuole sapere le proprie origini storiche senza conoscere le proprie origini sociali.
Che almeno, lo faccia senza presunzione.
[ Per inciso: Si, ho chiaramente rosicato. Come ho fatto a dire 1848 e non 1861!!!!Cristo!]
Gira qui, riconosci lì, rivedi là, respira odore di noto e dimenticato, mi ha chiamato lui.
Zygmunt Bauman. Amore liquido. Laterza. Mai comprare un libro ignorandone la casa editrice.
A proposito di qualche post fà..e sull'imprecisato bisgno insito di capire...che caspita voglio fà...
tale 4 pagina di copertina non poteva non attirare la mia attenzione:
"La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia. L'amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile".
[N.d.A.: Me cojoni!]
No ma a parte tutto, sembra un'analisi lucida e critica sull'evolversi delle relazioni nella società moderna. Insomma, poi lui mica è pizza e fichi.
Ad ogni modo.
La prossima volta vado a pranzo sola che è meglio.
- Se vuoi rompere con me così da poter uscire con le altre donne, fallo, fallo e basta. Non dirmi che hai conosciuto un'altra donna. Facciamola finita se è questo quello che vuoi.
- Non posso
- Certo che puoi, ecco come si fa: Meredith non voglio vederti mai più, Meredith io non ti amo più.
- Io ti amo, non lo vedi? non olo capisci? Sei l'amore della mia vita, non posso lasciarti.
Ma tu mi lasci continuamente.
Te ne vai quando vuoi.
Torni quando vuoi.
Non lo fai con tutti. Non lo fai con i tuoi amici. Solo con me.
Quindi voglio chiederti: se non vedi futuro per noi, se non sei coinvolta...ti prego, ti prego lasciami, lasciami perché io non ce la faccio, metti fine al mio dolore.
- Io..non posso.
- Andiamo, faremo tardi..
GA3 [Finale]
.. e quando senti che ti indentifichi in un qualche dialogo, in una qualche storia: vera, presunta, immaginaria..immaginata.
Quando vedi negli altri te, quando ri-vedi te..
Quando senti, quando leggi, quando ascolti, quando vedi, quando piangi. Quando ti guardi.
Quando capisci che, che non capisci più da quale parte della barricata sei, quando non capisci più se, se sei vittima o sei carnefice, se sei il buono o il cattivo della storia, l'eroe o la sua nemesis. Quando invii o tenti di inviare un segnale, 2 concetti ma con 2000 parole, pergiunta mal recepite. Allora, beh allora ti devi fermare, riavvolgere, rileggere, riascoltare, rivedere.. riflettere. e devi forse fare ammenda. Devi capire.
Qual è il confine. Chi decide chi è davvero la vittima, chi il carnefice? Quanto è lecito che chi è stato vittima di tradimento sia poi autorizzato a tradire a sua volta, reiteratamente. E quanto è lecito che, chi prima vittima, si senta poi autorizzato o finisca poi con l'essere, per sopravvivere, a sua volta carnefice? salvo poi scoprirsi solo vittima di se stessa?
La realtività è una legge affascinante.
Ma molto paracula.
[Post scriptum
C: Sai..ci siamo visti..siamo usciti un paio di volte, tu la conosci un pò meglio..che ne pensi?
F: lei..lei è fantastica. Ma occhio. Lei ti devasta. Lei..lei li trita tutti.
Soundtrax: Interpol - Evil ]