Chi sono

Utente: danysil
AMO: i miei amici di sempre, gli unici che sanno forse davvero chi sono e mi amano x questo; scoppiare a ridere, con quella risata grossa con le lacrime che ti toglie il respiro; leggere quei libri con storie che senti così tue da immaginare ogni minimo dettaglio tra le righe; sentire la musica al buio e dondolarmi tra i cuscini; dormire e svegliarmi bene la mattina; qualsiasi tipo di biscotto; la cioccolata bianca;le patatine fritte ma senza ketchup o maionese; la birra chiara ghiacciata; le passeggiate per il centro di roma la domenica mattina presto, quando tutti dormono ancora; perdermi x ore in una libreria dalla ricerca del libro del momento; andare al cinema e sedermi in penultima fila; ballare ma senza coreografie; lo yoga quando riesco a concentrarmi; il sorriso di un anziano quando ti racconta della sua giovinezza; gli abbracci e i baci quando meno te lo aspetti; la pizza margherita e marinara; la pizza di Remo e della Montecarlo; le buschette semplici con il pane casereccio; villa pamphili; i capelli biondi e lisci; le borse di qualsiasi forma e colore; collezionare penne biro; le caramelle di ogni gusto; gli anelli d'argento; i viaggi x le capitali del mondo.------------------ODIO: la violenza e la guerra senza quartiere, le persone egocentriche e megalomani; la finta schiettezza che ferisce; il fascismo in tutte le sue manifestazioni e chi lo segue senza conoscere; il mal di testa; quando ingrasso; il pesce perché puzza e tutti quelli che mi chiedono perché non lo mangio; i film alla vanzina e le americanate miliardarie; gli uomini con le scarpe brutte; le unghie smozzicate; ogni tipo di insetto; gli sport addicted; i finti mens sana in corpore sano; i pedofili e i maniaci; il mondo di oggi quando va troppo veloce e sembra che ti schiacci.

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giovedì, 15 giugno 2006

Miti che crollano

In principio furono le magliette del piccolo principe e parole di cotone, poi i quaderni e agende di carta ricicalata, arte e affini, poi le matite, le penne e i gadget di orsetti e bamboline, infine gli i-pod. E a tutto ciò son sempre riuscita a trovare un senso, un nesso logico.

Ma ora, qualcuno può spiegarmi perché girando tra gli scaffali della feltrinelli mi sono ritrovata in mezzo a due ingombranti colonne di occhiali da sole???

Qui mi pare che che si stia un tantino esagerando con il marketing della grande distribuzione.

postato da: danysil alle ore 14:01 | link | commenti (2)
categorie: anais ferox
giovedì, 08 giugno 2006

Figure da Anais

Che bella figura, rincontrare dopo anni una sorta di vecchia fiamma, o vecchio filarino, o vecchio poteva essere ma...
Lui si avvicina col suo scooterone fiammante, tu sei alla pensilina dell'autobus da circa 20 minuti a smadonnare.
Lui è abbronzato e sorridente, te sei sfatta dopo un'interminabile giornata di lavoro.
Lui lavora al Ministero del lavoro, tu sei una dei tanti precari
...ma soprattutto....te te sei fatta beccà a leggere "L'amore dura 3 anni" ...e improvvisamente ti sei sentita la migliore amica degli amici di Maria De Filippi, lui ha improvvisamente capito perchè il poteva essere non è diventato, a ragione, è.
  

postato da: danysil alle ore 16:43 | link | commenti (1)
categorie: anais deprex
martedì, 06 giugno 2006

Machismo di convenienza

Odio gli uomini che non ti lasciano il posto sull'autobus! O meglio, odio quando, fra noi due, si libera un posto e tu neanche fai il gesto, perché magari il posto te lo lascerei pure, e anzi, magari dandomi pure una spinta, ti ci fiondi famelico sopra. Specie se sei un attrezzo buffo con il cappello di lana con snoopy al 6 giugno.
Ma cavolo, ma la cavalleria è proprio scomparsa?
postato da: danysil alle ore 08:42 | link | commenti (2)
categorie: anais ferox
giovedì, 01 giugno 2006

Anais

doppiozero

vista da Novartis...

postato da: danysil alle ore 10:22 | link | commenti (6)
categorie:

Voci da autobus

Ieri, tornado a casa dal lavoro, mi son sentita un pò come un manovale che si sveglia tutti i giorni alle 5 x lavorare...m'è salita na cecagna, e mi so abbioccata un paio di volte sul sedile dell'autobus, dato che mediamente per superare il semaforo che dal lungotevere ti immette su Via Zanardelli, ci vogliono tre quarti del tempo totale che impiego per tornare a casa.
Niente di regolare, in primis perché avevo paura di perdere la mia fermata e svegliarmi come niente a laurentina, poi perché puntualmente, mi cedeva la capoccia, ed andava ad urtare sensibilmente con il vetro del finestrino, stampando la sagoma della mia fronte e dei miei zigomi. Dai, li avrete visti tutti quelli con gli occhi a mezzasta, che poco poco si chiudono, il mento cade poco poco in giù...e quando tocca lo sterno, ops, ci si ridesta e la testa fa un colpetto indietro.
Solitamente va così dai, mo chi è che può vantare grosse dormite sul 30 EXPRESS o su qualsiasi altra linea. Ma ieri mi è capitato il bussone blù mercedes, quello con pochi posti ma degni di una Classe A. Tant'è che, se mi son destata, c'è stato anche un altro motivo.
Si è fatto molti meno problemi di me il turista alle mie spalle, che dai lievi e accennati movimenti descritti prima, è passato direttamente al controbasso. tempo 10 secondi ha attaccato a russare, ma russare di brutto che manco mia madre (che è una che ci da giù...come me, almeno così mi dicono, ahimé) in piena fase REM.
Mi son girata e lo spettacolo era questo tizio, con cappelletto con visiera dritta, occhiali da vista con applicate lenti da sole, storti sugli occhi, corpo totalmente lasciato in avanti, tant'è che ha urtato la mia testa, bocca semi aperta e bavetta laterale. Russava, dio come russava. E la gente rideva, sghignazzava, ma lui niente, come un treno. Secondo me sta ancora al deposito a Magliana.
Altra cosa strana, mentre sonnecchiavo ero profondamente disturbata da una voce. Quanto odio quelli che sull'autobus urlano, parlano a voce alta, peggio ancora se al cellulare. Che poi passi per impiccione ma cristo santo, quando attaccano ti verrebbe davvero da chiedere come sta la madre dopo l'operazione!
Insomma questo parlava a toni alti, una voce stridula, romana e gracchiante, fastidiossissima, ed io non volevo aprire gli occhi e mi immaginavo le sembianze fisiche di quella (cazzo di) voce.
Oh, sembrava proprio quella di un mio vicino di casa terribile con cui spesso vedevo le partite della Roma nella saletta condominiale.
"Daje, e daje, e passala, ma che aspetti, e tira, e forza...e gnegnegnegne..."
Madonna si, uguale, sembrava proprio la sua.
Arriva la mia fermata, apro gli occhi per alzarmi e...tò, l'è lu!! La voce, il vecchio, il vicino! Era lui davvero!
Oh a me ha fatto strano...ma strano davvero...eravamo a diversi kilometri da casa, e lui, con la sua voce da Jack Torrance era lì...ho riconosciuto una voce. Quando si dice di una voce inconfondibile eh?
A me ha fatto strano e, la commistione di questi eventi, mi ha messo di buon umore...chissà perché.

postato da: danysil alle ore 09:48 | link | commenti
categorie: anais e roma