Ma che soddisfazione sentirsi parte di una categoria e di un'intera generazione che forse ha toppato alla grande nelle scelte principali che ha dovuto afforntare sino ad ora.
Me lo chiedo tutti i giorni mentre faccio colazione al bar...
Mal comune mezzo gaudio?
...chi fa il coatto, e poi non riesce a postare una semplice foto...

Con una modica cifra vengo a farti ripetizioni a casa...
Ah ah ah!!!
PS: Ovviamente la foto l'ho fatta mi!
E speriamo sia la volta buona, dato che già avevo postato, ed è andato perso...come la mail che avevo provato a scrivere. quand'è così mi vengono i nervi.
Comunque, caro collega, ecco qui:
1. In pole position un'abitudine che mi porto dietro da quando ero bambina: rilassarmi ascoltando musica x ore, rigorosamente al buio ( e fin qui..)dondolandomi appoggiata ai cuscini del letto. Si, un pò da autistica effettivamente.
2. Odio il sapore delle sigarette, così consumo una quantità industriale di caramelle e mentine (ma il dentista dice che ho i denti d'acciaio!!x sua sfortuna!), tant'è che è più facile, quando non le ho, che vada in crisi di astinenza da mentine, più che da sigarette.
3. Sono un'esteta delle pennne a biro. Aborro penne dai cappucci spaiati o smozzicati, in più tendo a collezionare qualsiasi tipo di penna, tendendole dentro tazze colorate, e in particolare quelle con i loghi. (ne ho parecchie di alberghi o di cause farmaceutiche o ambulanze: ho le penne di tutti i colori possibili di croci!!). Non le uso poi praticamente mai, tendo ad usare sempre la stessa x paura di perderle, anche a costo di seccarle.
4.Colleziono le saponette e le boccette degli alberghi. Ne avrò centinaia e centinaia, per lo più portate dai viaggi di lavoro di mio padre, quindi anche di buona qualità. Come per le penne, raramente ne uso qualcuna, anche avendo decine e decine di esemplari della stessa.
5. Mi tocco i capelli in continuazione. Se li ho ricci tendo ad arricciare il boccolo, se li ho lisci, a lisciare la ciocca.
Sono da ricovero?
Anche io mi fermo qui e non passo il testimone, ho poche amicizie da affliggere nella blogsfera!
Sempre la stessa storia.
Ho deciso che non guarderò mai più una puntata di Casa Vianello. Si si, si sapeva lo sò! Si sa anche che si deve morire, ma quando si muore è brutto lo stesso! Son cose a cui non ci si abitua mai..purtroppo e perfortuna.
Svolgendo uno dei classici test sfancazzisti, alla seguente domanda, chiedo ausilio al mio collega:
La tua corporaturà è:
Piuttosto robusta
Atletica e con muscoli ben disegnati
Magra e longilinea
Rotondetta e con muscoli poco accentati
E lui senza neanche pensarci troppo su risponde:
"beh vabbè daniè, che porterai te, la quarta, la quinta?me lo chiedi anche?"
...sic...
E poi cercando di ripendersi fa:
"che poi dai, con i muscoli poco accentuati forse no"
....rotondetta si...
Ovviamente, vi ho lasciata selezionata l'opzione scelta nel test...
Si insinua sempre più forte in me la certezza, non più dubbio, di aver sprecato 200 euri...
Per chi avesse perso la precedente e non sappia di cosa si parli, cliccate qui
Filastrocca post moderna
Con sta pioggia e co sto vento, perché stare al coperto?
Meglio fasselo passare e un servizio regalare.
Dicono Chaplin e lo zozzone, una giornata senza un sorriso è una giornata sprecata, persa un’occasione.
Io non posso che concordare, e una risata provare a farvi fare.
Udite udite signori e signore, questa è Roma, non è finzione.
Questo è il centodiciotto, e speriam non ci scappi il botto.
Ma la notte non è tale senza botti e pjate a male,
tra risate e lenzuolini, non ci salva dai deliri.
Qui c'è Ciccio e non c'è Grissom, ce sto io e raccomndati pure a dio.
Arrivo puntuale e, dopo aver salutato le solite madonnine, mi accorgo della prima novità della serata: la presenza del controllore/casellante a far da guardia alla postazione. Da pochi mesi infatti, son tornate in auge due figure chiave alla postazione.
Uno è il "camminatore", ossia colui che è incaricato dell'avvicendarsi delle bombole di ossigeno e che va avvisato sempre entro le 8, ora in cui appunto si incammina per portare i rifornimenti. Beh, testaccio - prenestino è dura a piedi eh.
L'altra figura chiave è il "sorvegliante" che, ovviamente, sorveglia la postazione e ci da una mano con le "pratiche"burocratiche e ci allieta con allegri e nostalgici racconti della vecchia guardia. Da notare che mentre noi 4 siam arroccati nel casettone stile favelas, privo di riscaldamento, con bagno otturato e contenente suppelettili allo stato di reperti archeologici, tipo il cuscino che usò Dunant a Solferino e su cui ora ci smocciolano e sbavicchiano un pò tutti, a lui è stata data la costruzione grande che sarà il futuro nuovo ambulatorio. Tre o quattro camere, 4 bagni.
L'apporto fondamentale alla serata dell'ometto è stata la sua ospitalità:
- "Aho, sto mpò qui co voi a fa 2 chiacchiere, io so compagnone, ce stanno certe matine che sto da solo che numme passano più. Anzi, se volete venì di là, ho fatto riparà la caldaia, stammatina ho fatto er facchese e so venuti subbito. E poi oh, cho 4 cessi: uno me serve pe piscià, uno pe cagà, n'artro pe lavamme, cor 4 nun so che ca$$o facce!"
E stamattina, pensando di fare cosa gradita, ci è venuto a svegliare alle 6.40 (eravamo andati giù alle 6!) con l'oro in bocca e con un bicchierino ustionante di caffè!! Che carinooo, taaaanto carucciooo.
Ma perché, ordunque, siam andati giù solo a così tarda ora?
La prima chiamata arriva puntuale subito dopo il caffé, stavolta al bar fighetto, non quello zozzone, pieno di orde di giovani studenti romani diretti chissà dove. Il mio primo pensiero è il solito: è martedì, ma nun lavora nessuno domani? e poi il classico: why? potrei essere anche io una di loro, a prendere un caffè o una birra con amici, perché scelgo di dedicare il mio tempo a tutto ciò? perché non mi limito al lavoro, boyfriend, amici e palestra? perché mentre alcuni optano x una serata dvd e coccole, pizza e cinema, io e Ciccio, oramai da svariati anni, optiamo x questo "hobbies"? Quando lo saprò, vi farò sapere.
Il caso è semplice: ansia in soggetto malato immaginario.
- "So andato in pronto soccorso, so tornato mo, ma io ancora nun sento de respirà bene. Cioè, non sento proprio il respiro. Cioè sento che non ce la faccio, che non è completo, è come bloccato, cho sta fame d'aria e non ce
La madre: Si si dottò, che cha che cha? che po esse? ma è grave?
- "Ma l'areosol quando l'hai fatto?"
- "Ora"
- "Ah..magari dagli tempo, magari sei un pò agitato. Se vuoi ti riportiamo in ospedale, ma a parte l'areosol, dato che la lastra già te l'hanno fatta e non hai nulla, non ti farò niente di più"
- "Beh ma se smetto de respirà però che fanno?"
...
- "T'entubano!"
- "Eh che non riesco a fa il respiro completo, me sforzo troppo. Io non je la faccio così fino a domani. No no, andiamo andiamo, almeno se smetto di respirare qualcuno mi salva"
La tarantella dura una mezzoretta, lo rilasciamo allo stesso ospedale, abbandonato neanche un'ora prima, e arrivederci. Io mi farei ammazzare pur di non andare in un ospedale, evidentemente a qualcuno piace. Ehh, potenza di ER!
Mentre andavamo via, veniamo allertati da un ragazzo che urla disperato: venite venite, al parcheggio, sta male sta male, oddio.
Una ragazza molto giovane, sembra carina, tutta tirata, stivale fuxia di pelle di chiwawa, jeans attillatissimo e perizoma rosa shocking in vista, sviene e svomitazza sul parcheggio del Pertini e sui portantini.
- “Ma che avete fatto?”domando.
- “Ma niente, abbiamo bevuto un po’, che ne so, siamo usciti che lei già aveva bevuto.”
Sul momento penso: beh però vedi, nonostante anche la fiatella del maschietto sia notevole, ha avuto cmq la prontezza di assumersi l'onere di portarla qui in ospedale, di prendersi le sue responsabilità. Penso, ….mentre lui fa pipì.
Ma de che!
Questa è la cosa che più di tutti mi ha sconvolta: il parcheggio dell’ospedale è una delle mete preferite da scortico del quartiere! C’è chi ha il coraggio di avere rapporti sessuali fra una sirena e l’altra? Mah. Tra questa e il cimitero non so cosa sia peggio, non lo so davvero.
Ad ogni modo, torniamo, proviamo a metterci giù, neanche il tempo di sincronizzarmi al russare di ciccio, che ci chiamano per una rapina e annessa aggressione in un internet point banglacingalese. Na spremuta de sangue, per dirla alla Verdone! I due tizi son messi veramente male, sangue ovunque, la cosa è seria. Prendo i dati dei due dal policeman, impiego circa mezzora x capire dai documenti con foto età comunione, chi fosse JAHILMAHAMMEDMUGGJAIDNTALAZARHAMMEDVATTELAPESK e chi ISMAELBANGLADÈBIJAIDINAMMASFARUKNUCASIN, con scarsi risultati e mi becco pure il cazziatone di una sempre ben disposta infermiera di PS :
-“Aho, ma io nun ce capisco un ca$$O, ma qual è er nome? Qual è il cognome?”
-“Emh, guardi, non saprei, il passaporto era in bengalese e i pazienti non sono proprio vigili!”
-“Aho, ma dimme te, ma tutte a me, ma chissene, tanto so tutti uguali, ma io noo so, ma ndo l’avete presi? Ma perché siete venuti qui? Senti te che fiato vinoso! Mamma mia…”
Su questo mi allontano, giacché uno dei due continuava a zampillare sangue.
Molto pulp, pure troppo.
Ma la disquisizione etnologica continua su temi culinari:
- “E poi nun te inaugurà d’abitaje vicino!Nun sia mai, non sai che cucinano!Peer carità !!Na puzza, tutte cipolle, rape, carote!”
E qui c’è unanime accordo: anche la radiologa, notando dalla TAC la dentatura perfetta, ha sentenziato: “Mbè vabbè, ma queste so arte culture, altri stili, questi channo n’alimentazione proprio diversa dalla nostra!”
Solita efficienza, solita giovialità e solerzia del personale, dalle 2,00 ne usciamo vivi per le 4,30.
Mi rimane tanto amaro in bocca, non tanto per le rape e le cipolle bengalesi, quanto per le solite problematiche, non tanto discriminatorie quanto in generale umane, che son sempre le stesse e mi sembra non se ne esca mai. Ché non serve essere solo preparati per fare tali mestieri, ma essere anche umani, sociali, socievoli…
Mi chiedo se anche io, se avessi scelto questo mestiere, mi sarei un giorno comportata così, con tale cinismo e rassegnazione, e noia.
è vero, siamo nel 2006, ma a Roma si può anche morire così, dimenticati in un corridoio, addormentati su una poltrona e persi di vista chissà da quanto. Paziente non risponde. Triage chiuso. Tornamosene a dormì va.
Ultimo servizietto multietnico. Stavolta ci spostiamo in terre slave, polacche per la precisione. Mi sento più a mio agio, dato il cappello eskimese con paraorecchi che, con tutto rispetto, mi fa molto protagonista di un vecchio spot pubblicitario: “Ma kai rassia rassia, età est Ukrainaa!!” Come sono politically s-corret!
Niente di grave, solita famiglia allargata in tutti i sensi, dato che la bimba dodicenne sarà pesata
“Boh, tanto dolore, tanto male, io girata notte e a un certo punto bum, tanto tanto dolore.”
Quanto le differenze culturali e linguistiche aumentano le diversità nella percezione del dolore e nella giusta descrizione dello stesso? Comunque, non mi sembrava messa bene.
Finalmente riusciamo a rientrare. Il freddo è sempre più tagliente, ti si infila nelle ossa, sotto la pelle, nelle unghie, fra i capelli, ti rimane addosso, come tutti gli odori acri, le visioni, le facce e i suoni di questa notte amara e rocambolesca.
Se fosse un film, sarebbe l’ultimo fotogramma.
La faccia di quel bimbo, piccolo, dai tratti ispanici ma con i calzini della Roma, in attesa anche lui, di già, perché qui non si fanno sconti a nessuno. Piccino, frutto inconsapevole di uno dei tanti amori multietnici che la nostra città ci regala, una città che odi quando ti tratta così, quando ti manca di rispetto, attraverso i suoi più classici stereotipi, ma ti ammicca, sorniona, e sembra chiederti sempre un’altra possibilità, un’altra ancora, giacché lei, a dire il vero, te ne offrirà sempre e comunqe.
Vuoi scioperare?
E io ti bombardo, sporco comunista!
si si, mi compiaccio mi compiaccio, oggi ne ha incasellate una dopo l'altra, lui, di martellate sui coglioni, suoi, stavolta.
Lo dico sempre, troppa TV fa male.
L'accoppiata da non fare mai, mai nella vita, e che sto tentando di affrontare: fare la dieta e smettere di fumare!
Ma quando mai?!
Non è che faccio la dieta, dopo l'esperienza shock con la dietista pop rock non ho intenzione di rigettarmi a capofitto nel mondo delle bilance, del lesso, senzolio e senzazucchero, troppo deprimente x una che camperebbe solo di pizza, patatine fritte e cioccolata kinder.
Ho decico: ho deciso che la cosa più buona al mondo è la pizza in tutte le sue forme, derivazioni e accoppiamenti, basta, non ce n'è x nessuno e nessuno mi saprà convincere del contrario. Secondo posto d'onore alle patate: fritte o al forno, non ce n'è x nessuno! Terzo posto cioccolata. Bianca e al latte, l'extra dark ve la lascio, a me fa letteralmente cagare! Come questo mix micidiale...che va giù ancora meglio se accompagnato da una bella birrozza (cioccolata a parte) e digerito da una buona siga.
Il mio week end, come il precedente e il precedente ancora, è stato abbastanza ricco di tutto ciò, e non è un caso se oggi mi senta un pò come una boa galleggiante al largo, e la cintura dei pantaloni tiri un pò, lasciandomi stampati a fuoco le sagome dei bottoni. Dio come odio i pantaloni che hanno i doppi bottoni interni! Ma perché?? Basta tanto bene quell'unico esterno, che che bisogno c'è di ritirare la ciccetta con quegli altri! All'occorenza li lascio slacciati. Of course.
Quini così non va, non buttiamo ancora di più al vento i sacrifici, le infamie (senza manco troppe lodi) e i 200 euri dei mesi scorsi e armiamoci di morigerata pazienza e tenacia.
Ma perché unire a tutto ciò l'impresa pressoché impossibile da fare insieme, di smettere di fumare?
perché non ce la faccio più! Mi son rotta di avere i capelli e gli abiti impregnati di fumo, granelli di tabacco sparsi in ogni borsa, accendini dispersi ovunque salvo poi non trovarli mai quando ti servono,l'alito cattivo, con annessa ingente spesa x l'acquisto di caramelle, chewingum e dentista. Mi domando perché, se passo giornate tipo ieri, in cui avrò fumato si e no 3 sigarette e ho preso il plasil perchè avevo la nausea, ne passo altrettante come oggi che alle ore 13 avevo già in circolazione 6 bionde e 1 pacchetto di Polo?
Oggi non ho il portafoglio e non voglio comprarle, nè chiedere i soldi ai colleghi (na, tuttal più una sigaretta appena tornano).
è che smettere di fumare comporta l'annullamento e la rinuncia a tanti riti sociali a me cari. Bere un prosecco e mangiare noccioline non lo si può fare senza mandare giù qualche boccata, bere una bella birrozza chiara, alleggerirsi dopo una bella mangiata, oppure: che noia oggi o che gran lavoro, facciamo pausa sigaretta? o meglio ancora: pausa caffè e sigaretta? oppure la classica prima sigaretta della mattinata, prima di mettersi a lavorare, o la sigaretta dell'uscita con le amiche, quella in cui parli fitto fitto e smadonni, ti incazzi e ti confidi. O la sigaretta che accompagna la lettura dei post lunghi, delle mail da inviare, la sigaretta mentre si progetta a lavoro e ci si stacca dal pc, la sigaretta mentre si rilegge il progetto.
La sigaretta pausa è sacrosanta.
Tant'è che ora, chiudendo e rileggendo il post ho troppa voglia di fumarmene una !!
Prendo nota ed eseguo con un grande filo si speranza.
Dario Fo sindaco di Milano...possibile?
Se non volete un sindaco moderato, e ancora credete al miracolo di una diversa Italia, migliore, possibile, leggete bene qui
da Beppegrillo.it