Chi sono

Utente: danysil
AMO: i miei amici di sempre, gli unici che sanno forse davvero chi sono e mi amano x questo; scoppiare a ridere, con quella risata grossa con le lacrime che ti toglie il respiro; leggere quei libri con storie che senti così tue da immaginare ogni minimo dettaglio tra le righe; sentire la musica al buio e dondolarmi tra i cuscini; dormire e svegliarmi bene la mattina; qualsiasi tipo di biscotto; la cioccolata bianca;le patatine fritte ma senza ketchup o maionese; la birra chiara ghiacciata; le passeggiate per il centro di roma la domenica mattina presto, quando tutti dormono ancora; perdermi x ore in una libreria dalla ricerca del libro del momento; andare al cinema e sedermi in penultima fila; ballare ma senza coreografie; lo yoga quando riesco a concentrarmi; il sorriso di un anziano quando ti racconta della sua giovinezza; gli abbracci e i baci quando meno te lo aspetti; la pizza margherita e marinara; la pizza di Remo e della Montecarlo; le buschette semplici con il pane casereccio; villa pamphili; i capelli biondi e lisci; le borse di qualsiasi forma e colore; collezionare penne biro; le caramelle di ogni gusto; gli anelli d'argento; i viaggi x le capitali del mondo.------------------ODIO: la violenza e la guerra senza quartiere, le persone egocentriche e megalomani; la finta schiettezza che ferisce; il fascismo in tutte le sue manifestazioni e chi lo segue senza conoscere; il mal di testa; quando ingrasso; il pesce perché puzza e tutti quelli che mi chiedono perché non lo mangio; i film alla vanzina e le americanate miliardarie; gli uomini con le scarpe brutte; le unghie smozzicate; ogni tipo di insetto; gli sport addicted; i finti mens sana in corpore sano; i pedofili e i maniaci; il mondo di oggi quando va troppo veloce e sembra che ti schiacci.

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giovedì, 27 ottobre 2005

Facciamo progressi nell'arte delle botte

Oggi non mi passa più, sto accusando tutto il sonno arretrato di ieri e tendo a stravaccarmi inerme da un lato e l’altro della scrivania…non dev’essere uno spettacolo piacevole! Beh, ieri è stata una giornatina niente male, fosse solo che è durata davvero 24 ore e, non paga x la notte in  bianco, ho finito di massacrarmi in palestra (dimenticandomi che l’adrenalina rilasciata dal mio parasimpatico sotto allenamento generalmente mi tiene a 2000 fino a mezzanotte!!).Cavoli, sono contenta xò, sto ingranando! Posso quasi concorrere a fare da controfigura al prossimo Rocky VII…ora c’è in cantiere Rocky VI, x cui magari fra qualche annetto faccio in tempo…Da ieri poi dispongo a tutti gli effetti della vera tenuta che una kick boxera deve avere:
Due bei guantoni bianchi con annesse fascette che appena le ho slegate m’è venuta in mente la pubblicità della carta igienica scottex… quella che non finisce mai, x quanto sono lunghe.
Due paratibie
1 para denti che dovrò ammorbidire in acqua bollente e poi forgiare con la mia arcata superiore. Mi, ma allora xké i dentisti non usano questi x farti gli apparecchi, anziché quella mappazza improponibile e rivoltante d’argilla che ti costringono a tenere svariati minuti x le misure della già poco simpatica macchinetta.
Una maglietta del TEAM. Infatti gruppi allenati da un maestro riconosciuto dalla federazione si chiamano TEAM. TEAM Tizio, TEAM Caio… Yeah, non ho mai fatto parte di un team, all massimo abito vicino ad uno dei covi della ex banda della Majana, cosa non molto edificante. Coatta sta cosa!
Scarpini adidas da pugile.
Il famigerato paratette, che più che al reggiseno sexy di madonna somiglia ad uno dei body indossati dai fichi d’india nelle loro peggiori imitazioni degli alieni, xké è di plastica bianca…ci manca solo che si illumina al buio! E il maestro che mi spiegava che cmq non essendo imbottito conviene sempre che ci porti sotto una maglietta. Ma noooo, e io che pensavo di sfoggiarlo la prossima estate a Fregene!
Non ho ancora ceduto invece sui pantaloncini in lurex ascellari modello moda mare Positano anni 30. Mmmh…calcolando che:
-hanno un fascione stretto stretto e largo all’altezza della panza che si marchia fino al giorno dopo;
-dal fascione si allargano clamorosamente sulle cosce facendo risaltare magre e flaccide persino quelle di Totti, figuriamoci le mie che di muscoli –0;
-hanno colori improponibili, dal viola al giallo al verde brasiliano fluorescenti;
-quelli del maestro ad esempio hanno due bufaloni stampati che mirano altezza gioielli di famiglia che fanno molto YMCA;
-richiedono una depilazione costante anche dal ginocchio in su, cosa improponibile de sti xiodi in cui l’unico aspetto positivo dell’inverno è che porti sempre pantaloni, gonne longuette o cmq calze pesanti.
Dubito che li comprerò mai…
Il risultato è che arrivo in palestra già con la lingua di fuori x quanto mi pesa la borsa con tutta sta robba!!
Cmq, ieri ho tenuto alto il buon nome del gentil sesso, essendo l’unica donna presente a lezione.Tenuto alto nel senso che cho preso un bel paio di sveje, una sulla coscia sx che mi ha lasciato un simpatico livido delle dimensioni dell’America (continente intero), ma che ho sportivamente incassato facendo la vaghissima…un po’ come fantozzi che poi scappa in bagno a ululare. C’è da dire xò che lui, il picchiatore, è stato cmq molto gentile eh: mentre gli altri si lanciavano in combattimenti stile fight club facendo uscire tutto il proprio machismo, lui, forse già sensibilmente provato nell’autostima x essere stato affibbiato a me, ha dovuto spiegarmi x 10 minuti come arrotolarmi ste ca$$0 di fascette, dato che da sola avevo creato un montarozzo unico solo sulle nocche che non mi avrebbe permesso di farle entrare manco nel guanto di Alì. Insomma, poteva andarmi peggio!Ma, dopo quasi un mese, posso dire di aver raggiunto i seguenti risultati:
Inizio a sudare dopo il 2 minuto, a liquefarmi dopo il 15mo ma ho sicuramente superato questo complesso dopo aver provato la mossa dell’orso con altre compagne scoprendo che anche le ossa, eureka,sudano;

Sono passata da 5 a 20 flessioni basse…5, riposino, 5, riposino, 5, riposino etc…;
Ho finalmente capito che quando colpisco devo mirare in faccia e, magari, beccarla anche;
Ho imparato a convivere con la sensazione di non sentirmi più le gambe dopo il primo quarto d’ora e la braccia dopo un’ora!!;
Ho quasi imparato a fare gli addominali bassi senza barare:
Ho ridotto i momenti di finti allacciamenti delle scarpe da 10 a 5;
Ho scoperto di avere un’agilità pari x il lato destro del mio corpo a una Charlie’s Angels e x  il lato sinistro a Ollio.
Niente male, no?

postato da: danysil alle ore 16:57 | link | commenti
categorie: anais e le sue fisse

Savoir faire

Metro A, direzione Anagnina, fermata Valle Aurelia.
La metro stamattina è animata da uno dei tanti gruppi turistici che la percorrono quotidianamente, specie in questa tratta che copre la zona del vaticano e dei musei annessi. C'è un gruppo di giovincelli francesi, con tanto di guida con cappellino con visiera dritta e inamidata e capoccia scoperchiata (capo d'abbigliamento che xde assolutamente la funzione x cui è stato progettato ab origine, ossia proteggere e coprire la testa!) e bandierina al seguito.
Probabilmente sono in gita scolastica, dato l'elevato numero di adolescenti e il ridotto numero di adulti, cioè i soliti professori ex sessantottini che amano rivivere i bagordi passati accompagnando le loro classi.
Sono stranamente silenziosi, chi è seduto e parla col compagno più vicino, chi compostamente in piedi, senza scambiare i pali x reggersi a pertiche intensifica bicipiti come ho visto ripetutamente fare ai giovani nostrani.
Arriva la mia fermata, cerco di farmi strada, agguerrita come tocca essere sulla metro A, invece le professeur lancia una voce, e quei pochi che occupavano le porte, lui compreso, si allargano x farmi passare come il fiume con mosè, facendomi magistralmente spazio senza fiatare e sgomitare, come invece il classico 'gnurant di turno che pretende di entrare in metro prima che scendono gli altri. (cosa che a volte capita anche a me!:-).
Attraverso l'immaginario tappeto rosso e rimango piacevolmente colpita da cotanto grazia, specie rivolta da adolescenti. Lì x lì ho avuto il dubbio che anche questi mi avessero scambiato x una donna incinta come mi è capitato una volta con un tizio che probabilmente dopo l'occhiataccia che gli ho lanciato ora vive al Verano, ma poi ho scosso la testa e ho pensato che sono simili gesti semplici che a volte mettono di buon umore.
Magari appena scesa hanno lanciato una serie di bestemmie in antico provenzale eh, ma sti cavoli e poi non penso.
Della serie, basta poco che ce vò.
Mentre allungo il mio sorriso, le orecchie sono destate dall'eco dei commenti di tre giovincelle alle mie spalle che sembravano appena uscite dal Piper, che è il seguente:
- Mortacci, ma aaai vista quaa stronzetta francesina come ce spizzava, co la puzza sotto quer ca$$o de naso all'insù e quei ca$$o d'occhi celesti. Mortacci aho, meno male che semo scese senno je partivo-
- Avoja che l'ho vista, sta stronzetta bianca come Ace gentile...a Simò, stavà a rosicà xché noi semo mejo e lei è n' cesso-
- Avoja, me sa che chai ragione-
...
...
... vabbè....no comment....
Le bestemmie provenzali avrebbero comunque avuto un suono più dolce.

postato da: danysil alle ore 10:55 | link | commenti
categorie: anais ferox, anais e roma
mercoledì, 26 ottobre 2005

Racconti pulp delle notti romane - Mamma Roma

Il prologo dedicato a mamma roma non è stato casuale. Ho pensato a questa canzone, che rispecchia a pieno il sentimento che mi guida quando attraverso l'anima notturna di una Roma feroce e popolare che ti schiaccia e ti spaventa.
Roma non è solo "aa capitale", la roma ladrona, la roma del colosseo, dei fori e dei fasti
imperiali, di Via Condotti e dei turisti giapponesi, dei vicoli di trastevere e delle fontane di piazza navona, dei caffé e delle scalinate di piazza di spagna e dell'altare della patria. Roma è anche e soprattutto periferia, estrema, dura, schietta, cattiva,affamata, ma anche ironica. Una periferia che la notte si svela e ti svela, se hai il coraggio di addentrarti tra i suoi vialoni sporchi, vite di nuovi gladiatori, assai meno aitanti, ma altrattettanto feroci, nudi, e pronti a piangere di fronte al dolore.

Mentre molti magari dormivano, io e ciccio ci aggiravamo in quel di largo preneste a bordo dell'abz. L'arrivo al posto fisso ti mette subito allegria: ti affacci dal prefabbricato stile nuove favelas, recentemente ristrutturato dopo anni di amianto nascosto, e ti fanno capolino tante piccole mini lapidi votive della madonnina posta al croce via all'angolo di via del portonaccio. Ti mettono un'allegria pari a un calcio sulle chiappe e fanno presagire una luuunga nottata da paura, letteralmente! Ma oramai ci sono abituata a vederle e mi fa sorridere e sentire a casa. Giusto il tempo di mandare affettuosamente a quel paese ciccio che mi ha incastrato nel turno, preparare la cuccetta col lenzuolino cartonato color verde chirurgico, pregustare cosa mi attenderà, dato il concerto in do minore che esce dal naso del corpulento infermiere che già se la dorme, e mannaggia a me che scordo sempre i tappi, che il telefono squilla.
Codice 3570: ossia...il taxi costa troppo, mejo chiamà un'ambulanza. Diagnosi:etilista
caduto in casa.Dopo aver cercato invano sui 5 citofoni il nome del tizio, che saggiamente avevo scambiato per quello della via, ci risponde una voce a metà tra il nonnetto di braccio di
ferro con la pipa in bocca o il primo capitan Findus: Seeeccoondo piaaano, scaala erreee..
Decidiamo, come prassi, di salire in tre in ascensore e uno di sicurezza a piedi: neanche a farlo a posta, ma come da manuale, noi tre
rimaniamo bloccati tra il terzo e il secondo piano. Mitticoo.
-"Scusi eh signò, chavemo un attimo er momento der cojone"-fa il collega appiedato alla
signora, che risponde, fresca come si può stare dopo aver tracannato rivotril, tavernello e vino ronco (quello che fa "stuck"quando lo apri/stappi),
-"Chi è che cha male ai cojoni?" o
giù di lì...
La Crime Scene Investigation è la seguente: lumino modello Verano/prima porta 2005-2006 con
effige di padre pio a far luce su madonnina a grandezza naturale situata all'ingresso, quadri pesanti barocchi con raffigurazioni varie di gesubambini,madonnine e santi, santini un pò ovunque laddove la carta da parati è totalmente scrostata. Vedo appeso un diploma di ostetricia impolverato che dal giardino dell'Eden mi riporta sulla terra e quasi
mi rasserena, onde poi leggere la data di rilascio risalente al 1906!Buio ovunque. La casa non dispone di corrente elettrica e, tra tavernello e sambuca, vengo raggiunta dall'odore del gas della lampada in camera da letto, un modello che l'ultima volta avevo visto in una puntata della "Casa nella prateria"!!
Il tizio sdraiato sul letto è reattivo come può essere un cactus nel sahara, presenta una
caviglia stile sora lella, in quanto risulta caduto da tre giorni ma lo schiribbizzo
di farsi una lastra gli è venuto alle 2 di notte del terzo giorno.
Il sipario familiare è il seguente:
lui: Volete sapè la verità dottò...so mbriaaacooo!!
l'infermiere: e sti ca$$i! pe me basta che te vieni a fa sta lastra
lui: ma no ma dai, ma annamose in osteria !! A robbè, m'accompagni in pronto soccorso, me
devi portà le scarpe! Sta stronza, non vedi l'ora che me me ne vado eh?-
lei: co tutte e botte che m'hai dato!Va va, te raggoiungo dopo, nun te preoccupa.-

Alla situazione surreale si aggiunge scenetta condominiale di una coppia dirimpettaia, che è
rimasta chiusa fuori grazie alla convivente che s'è blindata dentro casa e dorme beata!
Ci
manca George Clooney e un martini (n'artro) x fare un festino sul pianerottolo!
Riusciamo a convincerlo che, forse, non è il caso di tornare in osteria e lo adagiamo alle
prodi cure delle figlie di san camillo.
Giusto il tempo di un caffé dallo zozzone sempreaduemilachissàcome dove andiamo sempre, che
già siamo alla volta di un nuovo servizio. Ferito in strada.
Nell'amena zona notturna di via casilina 1700 e cocci, un prode signore vede un giovane
rotolarsi sul ciglio della strada e ci chiama:
-N'artro pò e o pjavo!l'Hh visto buttato x terra, ho riccorto! (raccolto!)Poi voleva salì
sull'autobusse ma nu m'è parso che stesse bene così v'ho chiamato!Me pare d'avè capito che
s'è bevuto 4 o 5 bire!(birre!)posso andà?-
Aimé, apparte il profumo eau de vigne, l'inconveniente è che il ragazzo è anche un pò spastico, non parla e non sente...non ha neanche diciannove anni, ma come si può...un ragazzo così, solo e ubriaco alle tre di notte sulla casilina! come si può!!?
Comunque, bire o non bire, il problema è che saggiamente, non avendo con sè il porta cenere a portata di mano, per non inquinare ha pensato bene di spegnersi la sigaretta nell'occhio. Riesco a farglielo aprire ed effettivamente ha tutta la cornea bruciacchiata...convinto di non avercelo spiegato bene, continua a simulare il gesto ficcandoci il dito ripetutamente e spappolando la restante parte sana. Molto pulp...pure troppo, dato le mani nere come la pece. Così gli tengo le mani e lui me le stringe...forte.
Lo lasciamo in un ospedale terribile, ma quello di zona, l'infermiera scocciata fa la solita scena: ah no, nun c'è posto, nun chavemo l'oculista, portatevelo via. Prima che il suo occhio diventi un giochino di Halloween l'infermiere ci mette una benda, e il chirurgo fa la grazia di accettarlo.
Tornando, via prenestina è vuota, deserta...incredibile...incredibile...fa un certo effetto anche a me...incredibile...incredibile che un cojone sul motorino scambi la striscia continua per la chicane di Imola e inizi a zigzagare...o avrà bevuto 'mpar de bire de troppo pure lui?? mah...la gente della notte fa delle cose strane....
Rientriamo, sono le tre passate, il sonno c'è passato e la discussione degenera su lapo e i suoi amici travelloni, cocco umido e non, quella gnocca di martinastella e il mestiere di autoparcaro, ma ci pensa francesco con i suoi racconti su presunti incontri di sumo a farcelo tornare.
Mi addormento, nonostante il duetto tra il basso tuba ronfante dell'IP e il solfeggio soffiante di ciccio...giusto due ore, poi un altro 3570 x ematuria...alle 6 de mattinaaa!!!Ma na bustina pe la cistite no??
No, l'unica preoccupazione della moglie è:
-se sono dottoressa
-se possiamo tante volte, ma proprio tante volte, portarli a quella clinica privata dove c'è un dottore tanto bravo
-se è il caso di portare un cambio, moderatamente compresso in una ...valigia...dovesse sporcarsi!!!!

...E me n'annavo da sta roma de notte...avvolta da una nebbia strana ...che già ha cancellato tutto e redento i peccatori, oste e osterie, che aspetta i suoi nuovi eroi, vinti e vincitori, che già sta x tornare, a cercare di coprire quello che di giorno è cattivo, ma di notte è concesso...

postato da: danysil alle ore 15:48 | link | commenti (4)
categorie: anais e roma, anais e la notte, i racconti di anais

Prologo...

Mamma Roma di Remo Remotti

"A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del "volemose bene e annamo avanti", da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei "Sali e Tabacchi", degli "Erbaggi e Frutta", quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle...
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione...
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti...
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini...
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Roma caput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano...
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del "core de Roma"...
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei "che c’hai una sigaretta?", "imprestami cento lire", quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma di merda! Mamma Roma: Addio!"
postato da: danysil alle ore 08:43 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 24 ottobre 2005

I libri ti cambiano la vita?

Da Repubblica: Quale libro vi ha cambiato la vita?
Nessuno, però ho iniziato ad amare la lettura dopo aver letto, giovanissima, I ragazzi della via Paal e Senza famiglia, scrivendo nella letterina di babbo natale per la prima volta libri anziché giocattoli. Immancabile piccola donna dai pattini d'argento, detestando il perbenismo delle Polyanne.
Ho iniziato ad amare la letteratura italiana perdendomi nelle langhe di un'italia post bellica magistralmente descritta da Vittorini e Cesare Pavese nella "Luna e i falò". Ho scoperto che con i libri era bello anche ridere appassionandomi alle vicende del Signor Malausséne di Pennac o alle eresie di Benni. Ho avuto le mie crisi d'identità occidentale e materialista con Siddartha, sentendomi spesso una straniera o temendo di svegliarmi scarafaggio, ho sognato credendomi una delle anatre cercate dal giovane Holden, persa in chissà quale cielo più caldo, ho immaginato cosa potesse voler dire una vita stile "lapo" sotto le mille luci di new york di Ellis, ho scoperto il connubio possibile fra musica e letteratura in Alta Fedeltà di Hornby, ho pianto con l'età del malessere della Maraini, ho visto la mia generazione sfilare con Jack Frusciante è uscito dal gruppo e non sono stata da meno, ho sognato una storia come due di due di De Carlo e ho costruito infiniti castelli di rabbia, ho amato emma e detestato la signorina Else, ho avuto la fase new age sedendomi sulla riva del fiume di Cohelo, ma senza piangere, ho tappezzato le pareti con Saint exupéry e il piccolo principe saputello, mi sono sentita spesso una broken barbie alla Amitrano, sono inorridita sull'autobus tra le sevizie sarcastiche di american psycho, mi sono persa più volte nell'amor cortese e nell'ars amandi latina, per poi tornare al più blasfemo bukowski o al nostrano Ammaniti, sognando che mi apparissero delle branchie x nuotare nell'aria o che qualcuno venisse, mi prendesse e mi portasse via...

Non so se la mia vita sarebbe diversa senza queste pagine sulla schiena, ma sono sicura che senza alcuni sarei una persona con una costola in meno...

postato da: danysil alle ore 14:15 | link | commenti (7)
categorie: parola di anais

Mi vendo...

Venerdì, ore 18...mentre pregustavo il sapore del meritato week end di riposo dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro e mi facevo dei mantra x trovare la forza di andare in palestra, autoconvincendomi che il letto che mi aspettava era cosa poco giusta rispetto alla sana autodistruzione fisica in palestra, anche in previsione del mio odierno incontro con la nutrizionista pop rock Alexia, ricevo una telefonata x un colloquio di lavoro. La società mi interessa perché il CV gliel'ho mandato io il giorno prima, e dopo una difficile contrattazione su giorno e data, viene fuori che lo studio è a pochi passi da dove sono io e quindi fissiamo subito l'appuntamento. Meno male che ero in tailleur. Lezione che ho imparato quando ero "piskella" e mi piaceva il mio vicino di casa. Dopo averlo incontrato più volte con il felpone da casa di snoopy impataccato e le mollette in testa, ho fatto mio il monito "sii sempre a posto, il tuo futuro compagno può nascondersi dietro il banco frigo o il cassone dell'immondizia"....Dovete  sapere che c'è una notevole escursione termica tra il mio ufficio, che segnerà -10 gradi, e il clima esterno. Ergo, vestita pesantuccia mi affanno x raggiungere il posto e arrivo, come dire, alquanto trafelata e umidiccia, con in più la tipica sudorazione emotiva che mi assale al dialogo formale da colloquio. La segretaria tettuta mi accoglie in un mega studio molto cool...e molto callo!! Mi offre té caffé e compagnia bella (Qui da noi c'è la corsa al bagno prima che finisca la carta igienica!) ma io opto x il bagno: devo togliermi il maglione assoolutamente. Ma mentre mi ingolfo nel collo alto, sento da fuori che l'esaminatore è uscito dalla stanza, così mi sbrigo e esco fuori con dei capelli improponibili e le mani bagnate, quindi gli do la mano a conchetta "cucchiaio" x non farglielo notare, contravvenendo alle regole base di "come tenere un colloquio vincente: l'ABC: una stretta di mano che lascia il segno!"
Mi viene da ridere quindi, e siccome il tizio che mi fa il colloquio avrà si e no la mia età e suda peggio di me, me la sento "calla" e mi rilasso completamente, passando da essere agitata a...essere coatta!:-)
Mi sento sicura e più competente di chi mi sta interrogando, quindi ne sparo parecchie grosse, della serie "faccio cose, vedo gente!"
L'ho conquistato, lo so, e il posto sarà mio...
E che posto, da non lasciarselo sfuggire! Smielata pazzesca su come loro siano dei leader indiscussi nel settore formativo, che lavorare con loro è un privilegio riservato a pochi, su come la loro sia un'organizzazione smart e altamente flessibile, dove nessuno è dipendente e tutti sono partners, col massimo della libertà ed autonomia. Niente orari, niente cartellini, l'80% è tuo... tuo da che...non so riuscito a capirlo dopo quasi due estenuanti ore!!
Di lavoracci me ne hanno offerti è, dal famoso call center alla vendita di aspirapolveri, ma che, x lavorare dovessi prima sborsare 6000 euri..questo no, non mi era mai capitato!! E capire che, il tipo che ti fa il colloquio ce pja pure la provvigione mi sa ancora peggio della tratta dei lavoratori delle agenzie interinali!
I seimila euri sono ovviamente un investimento sul roseo futuro della partnership con loro, e rientrano in un pacchetto aaltamente professionalizzante che non ha pari. Per chi è nel ramo: 10 giornate di PNL (bah...) 10 giornate di tecniche di comunicazione efficace(!!! x imparare a dire ste stronzate, evidentemente!) e tutto ciò che è più tipico del tipico di ogni minchiata in materia formativa e che in libreria ti tirano in faccia. Che non che i materiali a cui lavoro io siano migliori, ma almeno è più onesto.
Quando capisco che non mi interessa e nn me ne può fregar di meno, divento ancora più coatta e lo metto in difficoltà sulla preparazione che lui stesso ha su questa aaltissima formzione professionale, al che si gioca la seconda carta: per lei xò un'offerta speciale: venga almeno un mese qui da noi, al commerciale, un mese la affianco, vedrà che magari le piace e vuole rimanere, senza bisogno del corso. tutto quello che vende l aprovvigione è tutta sua! Ci mancava poco che mi offrisse casa sua in montagna x convincermi!
"None...io al commerciale no, mai è poi mai!
"Ma scusi eh, ma quando lei va a vedere un film che le piace, non lo sponsorizza con tutti i suoi amici? Guardi che è lo stesso eh, si impara facilmente, non ci vuole nulla...".... .... Si, lo vedo, e ti riesce pure male!
Che cojoniiii, voglio andarmene ma lui è un fiume in piena, mi riempie di mille chiacchiere e disegnini, io mi stravacco sulla sedia, accavallo tutto ciò che posso, cercando di far leva su tutti i linguaggi: verbale, non verbale, facciale, mimetico,ipnotico ...niente! Della serie: quando si lavora a provvigioni e si ha certezza sui propri guadagni!
Riesco a spuntarla, accettando la predicozza dello sconfitto: "Ah mi spiace x lei, non sa che si xde, tra l'altro le ho offerto la possibilità di una formazione in the job (vermanente si direbbe on, cmq ...fa i stess!) gratuita, libera, ke le permette tranquillamente di continuare a fare quello che fa sempre...altro non posso dirle"... si vabbuò, se tu poi dovresti da esse il mio treiner...allora si che ce mangio con le provvigioni!!
Per carità, non nego che fare l'account formativo possa essere remunerativo e quant'altro, ma x fare questo mestiere ci devi avere nel DNA l'ottica dell'affabulatore (imboglione?), che finisce x riversarsi anche nelle relazioni di tutti i giorni... e io no, romperò pure i coglioni con le mie pippe mentali ai mei amici, ma non tenterei mai di vendregli un corso sulla memecomunicazione come fondamentale come può essergli una scatoletta di Chappy x continuare a vivere!!

Risultato è che alla fine non so andata in palestra e mi so buttata con una mia amica in pizzeria a riderci e mangiarci su...così oggi Alexia me sfonda!!!

This is the music I like... ...

postato da: danysil alle ore 11:25 | link | commenti (1)
categorie: anais life style, anais ferox
venerdì, 21 ottobre 2005

Festa

Oggi il mio blog compie un mese!
postato da: danysil alle ore 13:36 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 19 ottobre 2005

Un amico

Un mio amico caro tempo fà mi scrisse questo messaggio. Penso sia utile a molti, a saperlo applicare fino in fondo...

"La vita è tua. Sei tu che devi scegliere, cor core però, non con la testa, altrimenti, prima o poi, senti la mancanza di quello che hai lasciato".

Oggi m'è presa così...

 

postato da: danysil alle ore 14:42 | link | commenti
categorie: anais deprex
lunedì, 17 ottobre 2005

Sull'autobus

E la saga continua...sempre perché sono una che i mezzi pubblici li prende poco! Comunque, in quanto a tipi bizzarri in giro per questa città, anche l'autobus non delude, anzi, oggi ci regala due chicche.
Salgo sul solito autobus che mi porta a lavoro quando perdo il trenino.
Stranamente passa presto, stranamente è quasi vuoto (ma effettivamente oggi sono arrivata at work later), quindi c'è l'imbarazzo della scelta dei posti. Attenzione, questo particolare non è insignificante, perché, in un autobus pieno di posti vuoti, un tizio salito dalle porte anteriori, decide di farsi tutto l'autobus, dribblare gli stampelloni in piedi e puntare dritto verso la sua preda, seduta nei tre posti finali del mezzo, notoriamente scomodi x la loro vicinanza e per il fatto che per entrare in quello più interno, devi fare un tatuaggio del tuo corpo sul pannello a vetro. Un vero spasso se un malcapitato della scientifica dovesse prendere le impronte.
Cmq, intrepido, il nostro lui lo fa:dopo essersi fatto strada, si attacca alla colonnina del pannello di vetro e agile come un geco all'ombra, co una botta de qua e una botta de là, s'intrufola nel posto interno, stretto tra una signora di notevoli dimensioni, con tanto di carrello porta spesa al seguito, e la sua preda, una ragazzotta, anch'ella di un certo peso, già visibilmente paonazza e imbarazzata dall'essersi vista gecoman catapultarsi letteralmente su di lei.
Eh beh cari, anche questa non potevo perdermela, dato che, ho i posti di tribuna d'onore: quelli davanti a loro!!
Ebbenne, geco man, ha attaccato immediatamente un tampinaggio diretto e senza giri di parole ad una sempre più incredula e paonazza lei, dato che, visto il mondo sessista e le "discriminazioni ponderali"(cito una nota blogger, non me ne voglia!) cui sarà stata spesso vittima, avrà sicuramente pensato che il giovinotto stamattina si fosse alzato col chiaro intento di andare in giro a prendere per i fondelli qualche mal capitato. Lei per l'appunto.
Bastano infatti pochi giri di parole, tra cui un bellissimo "Non farti complessi, al mondo nessuno è perfetto!" (immagino lui ne sia un palese esempio) e, dopo un panegirico unilaterale (lei si limita infatti ad arrossire sempre più...tra poco sulle guange ci si potevano arrossire le castagne!)su: la perdita della roma, il carattere di Cassano, il grande Maradona, er pupone, il suo mijore amico alessio, sul fatto che avesse da poco compiuto 10 mesi di fidanzamento con la donna (pora donna ma, soprattutto, lei lo sa??), che le porge la mano per presentarsi e la invita ad uscire...anche col suo mijore amico alessio...bravissima persona.
Al che lei, visibilmente sempre più paonazza, inizia timidiamente a blaterare: ma no ma no, ma chi vi conosce, ma no, ma mi vergogno.
E geco man, non pago della precedente uscita sui complessi, rincara la dose con: allora se vuoi ti porto ad una festa di Halloween, così ti mascheri (Che gentleman, non c'è che dire!!)...io mi maschero da mafioso, ma x finta eh! (se lui fosse un vero mafioso forse l'Italia sarebbe una paese migliore!).
Ma lei che, se inizialmente poteva sentirsi lievemente adulata dall'interessamento del maschio, inizia a rendersi conto che la situazione è, come dire, un pò stranuccia, e inizia a dare cenni di paura e insofferenza. Ha caldo, suda...sicuramente doveva scendere al capolinea ma, guarda caso, quando lui ha iniziato ad insistere su "ndo abbiti, ndo lavori, come t'a ritrovo?", sceglie una nuova fermata: la prossima. Ho come l'impressione che non la vedrò più su quest'autobus...
Lui tenta un ultimo attacco, sperando magari di conquistarla col cellulare nuovo, e, dopo un patetico:ma ci rincontreremo? (una promessa o una minaccia?) capisce che j'è andata male e scende...puntando verso la metro... chi sarà stata la nuova vittima di geco man, ovvero: strategie del non-rimorchio paninaro!
Ma, non faccio in tempo a riprendermi da questa scenetta che vengo destata da un colpo sonoro.
Nei posti accanto a me c'è un ragazzo che, da circa 10 fermate, si è abbioccato e ci mancava poco che gli spuntasse la bolla dal naso. Si, l'avevo notato, ma non mi sarei mai sognata di fare quello che ha fatto il vecchietto (alla faccia, aggiungerei!) che gli è seduto di fronte: ossia allungargli una bella cinquina sonora sulla coscia e apostrofarlo con un:

" A regazzì, ma che stai a fà, dormi? Ma come, nu giovanotto come a te, avemo fatto tardi ieri eh? mbè, ma si nun chai er fisico!! e nnamo, svejate no!!"
... ... ... E se si trattava di un povero operaio desto sin dalle 5, con pupo con gli orecchioni a casa che j'ha pianto tutta la notte?? Tipo Quelo-Guzzanti : ma te lo sai a che ora me so svegliato stamattina?? ...ma na cofana de... suoi er vecchietto no eh??
.... e guai a chi dice che i ragazzi di oggi sono maleducati...non ha mosso un ciglio...proprio come le tre squinzie del post precedente!!

postato da: danysil alle ore 16:29 | link | commenti
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venerdì, 14 ottobre 2005

In metro

Della serie...sono una che i mezzi pubblici non li prende!
Mentre oggi venivo letteralmente deportata da subaugusta a cipro, per la modica cifra di circa 20 fermate, assisto al seguente dialogo tra tre giovani adolescenti romane, o almeno credo, perché, dato il trucco notevole, le scollature accentuate e le pettinature patinate, sono passabili tranquillamente per trentenni tenute bene. Ma a giudicare dagli zainetti e dall'aver ripetuto almento 100 volte la parola "skola", possiamo dedurre che siano adolescenti.

Cmq, il diaologo è stato su x giù il seguente:

La mora: "Aho, ma te nn choo sai, ieri avemo bekkato Marco e Crissià (Cristian) ar parchetto...c'era pure Davidino"
La riccia: "No, ma che davero? mortacci aho quant'è bbono davidino, io un pensierino choo farei proprio"
La bionda: "Si, così Patrick te scrocia, a te e a noi!"
La riccia: "Mbè, ma sti ca$$i...l'artro giorno na grezza..me s'avvicina, me da du bacetti e me fa:ma te sei a donna de Patrick? e io: si, e lui: ah, ma da quanto state 'nsieme?e io: boh, noo so. Cioè, capito che figura de mmerda! (No, io sinceramente non ho capito!)
La bionda. "Anvece ieri ho beccato Sara che stava a piagne, che Fabbietto l'aveva fatta piagne, tanto pe cambià.."
La riccia: "Ah proposito, a te t'ho fatto tre favori pe tre vorte che nun t'ho fatto piagne, voglio sapé quando li svolgi sti favori!" (Mhh, però...non sapevo che i favori si svolgessero come i temi!)
La mora: "Ah regà, ma quanno ca$$o s'arriva a st'ospedale oh, sto a mmorì! aho Bà, allora jhoo dici te che non nun semo entrate e semo annate all'ospedale?Poi se vedemo ar parketto e annamo a pranzo da mi nonna, che sennò se preoccupa e pensa ke nun so annata a skola come ieri. Oddio anzi no, nuu jhoo di, senno magari er preside chiama i miei. Ma a che reparto dovemo andà?
La bionda: "Ah ah, a cojona, ma che reparto? l'ospedale è diviso in due parti: il reparto e il ps, dove te dicono il reparto ndo devi annà. (Non fa una piega!) noi mo annamo ar pronto soccorso, anzi semo quasi arrivate, signore x favore che ci fa passare che lei deve andare in ospedale (urlando, garbatamente)
--- Gli astanti, anzi, dato il tono lieve delle conversazione, molti astanti si girano x sincerarsi della situazione della giovane fanciulla---
La bionda: Fè, nte toccà, mortacci, guarda che naso che chai, che schifo, nn te stropiccià, fè! (della serie, una parola amica fa sempre piacere!)
La mora: Oddio ma che davero, ma che staddì, oddio ---e, rivolgendosi al signore davanti--- signò ma so tanto gonfia? --- No, non lo è.
La bionda: Se, ma lei n'haa visto er naso suo originale, avoja si è gonfio! (E aridaje!)
---Al che, una signora si permette di intervenire dicendo, giustamente, : amore mio, si te l'eri rotto, cor quasi che stavi qui in piedi senza strappatte li capelli!
La riccia: Ma no signò, avoja se se l'è rotto, è stata a piagne fino a mò (Non ci risulta, ci sembrava molto presa da Crissià e Davidino), è cascata dalle scale pe sbrigasse pe andà a skola!
La bionda: prova m pò a toccate così...e così...e fa così...te fa male?
La mora: Ajo si
La bionda: e thoo detto, nun te devi toccààààà!!! ( Veramente...vab)
La riccia: Ahoooo regà, stamo a fa o sciò! Daje va, semo arivate, cori, attenta, perm, perm, permessooooooo
La bionda e la mora: permessoooooooooooooooooooooooooooooooooooo

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