Mi sveglio. Subito cerco di capire dove mi trovo. Me lo chiedo perfino ad alta voce: - che razza di posto è questo? ma è una domanda superflua. Prima ancora di formularla, so già la risposta. Questo posto è la mia vita. la vita che vivo tutti i giorni, un'appendice della mia esistenza reale. Un insieme di eventi, fatti, circostanze che stento a riconoscere e tuttavia, senza accorgermene, sono diventati un prolungamento del mio essere.
Dance dance dance
Murakami Haruki
Quest'anno sto ballando, davvero tanto..
La mia vita è un valzer sontuoso, una salsa allegra e variopinta, vorticosa, un bolero sensuale, un tango di coppia..
facili entusiasmi, improvvisi avvilimenti..
Presa da un vortice epocale di eventi e cambiamenti.. ci sono ancora anzi, più che mai!
Un pensiero a tutti quelli che nella vita ballano, sempre, hanno sempre ballato, sono in ballo e non saltano un giro..
Quel libro fa per voi, esorcizzare la solitudine, ritrovare la musica dentro per nuove e più importanti danze..
Io mi so capita.. ;)
Molto è iniziato proprio da qui. Non conto più le mostre che ho visto in questo posto, le immagini, bellissime, che ho amato e ricercato, che sicuramente hanno contrbuito al mio percorso, al mio studio che, piano piano, zitta zitta, mi ha portato sin qui. Questo posto è per me fondamentale. Mi lega a tante persone, ho solcato quei corridoi, posato mille sguardi curiosi, ansiosi e innamorati. Tra i posti che mi legano più a Roma c'è sicuramente questo posto. Quelle scalette, le birrette e le sigarette lì accovacciata. Le confessioni e i desideri, sotto l'ala dei più grandi.
In quel museo c'è tanto di me, del mio cuore e della mia passione.
Ora, sapere che, nel mio piccolo, anche io ne farò parte, è una cosa che non riesco a spiegarvi..che mi toglie il fiato e fa montare la lacrimuccia.
Non è solo l'onore, è che è quel posto.. proprio quel posto..
Non poteva essere meglio
Ovviamente, vi aspetto.. so che le persone più importanti, che amo e fanno o hanno fatto parte della mia vita ci saranno..
Gli altri.. sono altri, appunto.
MOSTRA FOTOGRAFICA "NEL NOME DI.." A CURA DI COLLETTIVO WSP
MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE - INAUGURAZIONE MARTEDI' 7 APRILE ORE 18,30
IN CARTELLONE SINO AL 15 APRILE
Arriva un momento nella vita in cui è giusto godersi le cose in pieno, in cui ci si sente nell'abito giusto, né troppo largo, né troppo stretto.
Se qualcuno mi chiede chi sono, cosa faccio nella vita, la prima risposta che mi viene è impiegata, perché l'impiego mi da da mangiare, ma se dovessi pensare a cosa mi da linfa ed energia per vivere, beh sarebbe diversa la risposta.
Sono tornata indietro, un po' come i giovani universitari, che sono poi i miei colleghi di redazione, al secondo massimo terzo anno di corso, iniziano la gavetta in qualche giornale di provincia, a paga 0.
Così sto raccogliendo gli articoli, e le foto. Cominciano ad arrivare richieste, offerte..e così spero che prima o poi cioò che è linfa diventi anche denaro contante..
è uscito il mio primo reportage fotografico su carta stampata! Fa un effetto..davvero un bell'effetto!
Il mio nome è finito alla voce "In questo numero hanno collaborato", insieme a bella gente:Loretta Napoleoni, Amos Luzzatto, Moni Ovadia, Vauro..
Le foto sono mie, solo mie, tutte mie!
La rivista inoltre è bella, davvero bella.. la trovate in edicola o in libreria.. si chiama Confronti.
Un anno dopo, loro sono cresciute, ed io?
Anais invita tutti ad aiutare una giovane poetessa acquistando online o ordinando a qualsiasi libreria il suo bellissimo libro di poesie:
Il buio esclusivo - Tiziana Silvestri
edizioni il Filo
Il buio che avvolge , protegge, esclude: Il Buio Esclusivo. “Esclusivo” vuol dire: “tendente a escludere”, ma anche: “appartenente a una sola persona”, infine: “unico”. Dunque – in questo caso – gelosamente proprio, privilegio, ma anche stigma. Un guscio? Un bozzolo? Impenetrabile? No. Anzitutto, dentro si generano i sogni, gli incubi, o i ricordi che ci riportano fuori. Inoltre, questo buio (queste tenebre, questa notte, questa quiete, questo oblio) è soggetto agli attacchi e alle intrusioni brusche e repentine della luce, dei colori e dei rumori.
http://www.ilfiloonline.it/shop/product_info.php?products_id=2132
Ho votato il PD controvoglia perché al progetto PD non ho mai creduto sino in fondo o, forse, sarebbe meglio dire che non ne ho mai condiviso il merito.
Ho apprezzato molto la decisione di Walter, stavolta si. Non è semplice e non ci sono molti esempi in materia di politici seri che si prendano le responsabilità per un insuccesso così grave che, prima che elettorale, è ideologico.
Al momento siamo in alto mare e senza remi, senza scialuppa e con un salvaggente sgonfio.
Sono triste ed amareggiata da un paese che mi è sempre più distante ma che è distante a molti, almeno ad una grande percentuale di tutti quelli che non riescono a comprenderlo a forza di grandi fratello, tronisti e canzonette.
Sono avvilita alla triste accettazione dell'impossibilità di uno stato laico e democratico, dei molti passi indietro, delle tante, troppe, inceretezze che regnano e della monocrazia vuota che si imporrà. Sono triste, molto triste al fronte di un ennessimo funerale che è stato celebrato, quello di una via alternativa e quello di una classe di sinistra che non esiste più che ora pur di risalire la china si alleerà con l'unica classe politica che in italia non morirà mai: quella della non ideologia, quella che scambia credo con penso, quella che continua a metter al primo posto prima se stessa, poi il popolo.
Sono triste e, temo, lo sarà ancora per molto, moltissimo tempo...
Se mi dicessero che scientificamente, chimicamente, biologicamente o quant'altro, sia possibile riprendersi da una situazione di coma irreversibile o morte celebrare, allora forse lascerei aperta una porta.
Finché continueranno a dirmi che l'interruzione volontaria di cure mediche e/o nutritive è da proibirsi perché la volontà ultima sul mio corpo e sulla mia vita è rimessa a un Dio, allora no, allora non ci sto.
Non ci sto che la cultura e la credenza di alcuni prevalga su tutti. Non ci sto alle finte lacrime per nascondere insani fanatismi. Non ci sto alle pretese assolutistiche. Non ci sto a lotte ideologiche e strumentalizzate.
Non ci sto all'idea che uno stato o, peggio ancora, un'ideologia, decidano al mio posto sulla mia vita.
Non ci sto ad una legge sulla vita decisa da una maggioranza che non riconosco e non attraverso uno strumento democratico quale il referendum.
Io credo nella vita e nella persona che, nel pieno dei propri poteri e delle proprie facoltà, abbia il dovere e diritto di decidere il proprio destino.
Ennesimo mattino piovoso, di un altro fine settimana che si perderà tra lavoro, stanchezza e qualche gior frenetico. D'improvviso Roma è diventata come una capitale nordica, uggiosa, piovosa e cont utti i suoi difetti di traffico, caos, sporcizia e confusione.
Un inverno strano, on conto più i giorni di pioggia, gli stivali consumati, gli ombrelli perennemente sgangherati. Sono a lavoro ma continuo a guardare dalla finestra, in attesa del segnale per la fuga.
Stamattina ho saputo che il portiere filippino dello stabile in cui lavoro, arrivato da circa un paio d'anni, ha un contratto a tempo indeterminato e guadagna più di duemila euro al mese. Giusto. Lavoro giorno e notte, sabato e domenica. Spazza, spolvera, saluta, fa da chauffeur a tutte le macchine in doppia fila ed ha tutta la pazienza che io non potrei mai avere.
Giusto. Il suo poco tempo a disposizione è pagato il giusto.
Il mio poco tempo per vivere è pagato mille euro.
Continuo ad odiare un posto e un paese che mette nella condizione una ragazza di 29 anni di invidiare quasi un portiere che ha tutto il diritto di essere pagato per il suo lavoro.
Ecco, la mostra è stata mesta giusto vicino allo spazio dedicato alla ricerca di lavoro..
Non può essere causale..
peccato che, è sempre la solita solfa..