Chi sono

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AMO: i miei amici di sempre, gli unici che sanno forse davvero chi sono e mi amano x questo; scoppiare a ridere, con quella risata grossa con le lacrime che ti toglie il respiro; leggere quei libri con storie che senti così tue da immaginare ogni minimo dettaglio tra le righe; sentire la musica al buio e dondolarmi tra i cuscini; dormire e svegliarmi bene la mattina; qualsiasi tipo di biscotto; la cioccolata bianca;le patatine fritte ma senza ketchup o maionese; la birra chiara ghiacciata; le passeggiate per il centro di roma la domenica mattina presto, quando tutti dormono ancora; perdermi x ore in una libreria dalla ricerca del libro del momento; andare al cinema e sedermi in penultima fila; ballare ma senza coreografie; lo yoga quando riesco a concentrarmi; il sorriso di un anziano quando ti racconta della sua giovinezza; gli abbracci e i baci quando meno te lo aspetti; la pizza margherita e marinara; la pizza di Remo e della Montecarlo; le buschette semplici con il pane casereccio; villa pamphili; i capelli biondi e lisci; le borse di qualsiasi forma e colore; collezionare penne biro; le caramelle di ogni gusto; gli anelli d'argento; i viaggi x le capitali del mondo.------------------ODIO: la violenza e la guerra senza quartiere, le persone egocentriche e megalomani; la finta schiettezza che ferisce; il fascismo in tutte le sue manifestazioni e chi lo segue senza conoscere; il mal di testa; quando ingrasso; il pesce perché puzza e tutti quelli che mi chiedono perché non lo mangio; i film alla vanzina e le americanate miliardarie; gli uomini con le scarpe brutte; le unghie smozzicate; ogni tipo di insetto; gli sport addicted; i finti mens sana in corpore sano; i pedofili e i maniaci; il mondo di oggi quando va troppo veloce e sembra che ti schiacci.

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giovedì, 15 maggio 2008

Vecchiaia precox

Sorvolando sulle dosi massicce e ingenti che oramai assumo di medicinali olistici a base di qualsiasi cosa che mi faccia passare mal di gambe e gonfiore (vi dico solo che il più efficace sinora si chiama proctosystem e sono prossima all'acquisto di un paio di flylflot o roba simile!!!), ci sono due cose che particolarmente mi destano qualche sospetto.

Sto perdendo sempre più la vista. Cioè, da lontano inizio ad avere seri problemi. Sbatto gli occhi come l'ultima dei begalini e, soprattutto la sera per leggere insegne luminose, metto una mano sulla fronte a mo di vedetta birdwatching, come se questo potesse in qualche modo aiutarmi.

La cosa più assurda è che non riesco più a leggere l'orologio! tutti quei miei orologini fashon, con quadranti minuscoli e strambi che bene si addicono al mio polsino, posso anche buttarli. (tra l'altro metto la mano anche in fronte x vedere l'orologio!).
"Amore che ora è?"
"Mh..boh!"
"Come boh? ti s'è scaricata la pila?"
"Mh no no, sono le 8!"
...
"Amore che ore sono?"
"Mh..emh..ah sì, sono le 8!"
"Ma? come? anche un'ora fa mi hai detto che erano le 8?"
"ah sì?"

Ora cerco su ebay un vecchio casio digitale..tanto ormai il vintage anni 80 va tanto di moda, forse non sembrerò molto ridicola.

postato da: danysil alle ore 18:08 | link | commenti (1)
categorie: anais life style

Drops of Paris

parisLa prima incazzatura parte poco dopo esser scesi dall’aereo ed essere approdati alla stazione che ci avrebbe portati direttamente in Paris. La mia carta di credito non è accettata dalla macchinetta automatica. Vabbè. Occorre pagare 38 euro per andare e tornare da CDG a Paris..38 euri la macchinetta li vuole esclusivamente in monetine, come tutte le automatiche di parigi del resto. Ergo.. tocca fare la prima fila al botteghino della stazione.

La prima notte, senza ancora neanche aver assaggiato mezzo sorso di ottimo vino francese, mi sveglio in piena notte scoppiando a ridere clamorosamente. Cioè..praticamente io ricordo che nel sonno ridevo, e molto, a tal punto che queste risa mi hanno svegliata, e, da sveglia, ho continuato a ridere per circa dieci minuti. Ah, per l’appunto, stavo sognando una coppia di animali panciuti che ballavano un ballo tipo breakdance. Cioè se ancora ripenso all’immagine visissima che ho di quel tasso che balla e si dimena sulla pista, muoio.

Le prime foto parigine che ha scattato la mia macchinetta sono state per una manifestazione per i diritti della franceqfrique. Appena scesi dall’hotel abbiamo visto infatti un’orda di gente e striscioni e la nostra vena da reporter ci ha fatto subito deviare e intrufolarci nel piccolo corteo creolo.

Dopo la prima giornata ho già la batteria della D80 scarica, e  ho dimenticato di caricare a roma la seconda. Che problema c’è, ho il caricatore. Invece.. le bellissime prese a due con buchino in mezzo dei francesi non vanno bene. Scendo come un bufalo con la mia maglietta Boxeur de rues alla Reception per chiedere una “fiche”. Che ovviamente non hanno, e me ne vado sbraitando. Mais comme est possible, mais comme est possible! Da lì in poi il concierge mi lancerà sguardi di odio.
Lo ammetto. È scesa giù una madonnina. Il santo uomo del mio ragazzo scende moolto volontariamente dal majhidd bibitaro sotto l’albergo per cercare una doppia spina.
In realtà avevamo anche Castorama sotto l’albergo, ma era chiuso. Quindi si prende questa spina a 15 euro, che il tipo stacca direttamente dalla sua presa e ci vende al primo prezzo che gli viene in mente. Ma non va bene neanche quella. Oddio.. sento che sta x accadere l’irreparabile… già mi vedo con un usa e getta giapponese..ma, per fortuna, falso allarme, funziona! Pericolo scampato!

Un po’ come mi capita qua a Roma, ho sempre delle difficoltà a scegliere i posti dove sedermi anche solo per bere un caffè. E un po’ come ai grandi magazzini, a fronte di tanta roba che i miei occhi neanche riescono ad abbracciare che alle fine non compro niente, da che mi piacciono tutti non riesco mai a decidere dove sedermi, salvo poi, una volta deciso, avere la tendenza ovina a tornarci più volte. Ecco, a questo giro giocava anche il fattore di cercare di beccare un minino di happy hour, perché 7 euro per un piccola chiara mi sembravano un po’ tantini.
Ok, noi sistematicamente siamo sempre stati in grado di sederci ai posti dove l’happy era appena finito, o sarebbe iniziato da lì a un’ora e non c’era mezza nocciolina a pagarla oro. Così non vedevamo l’ora di alzarci per sbranare i crakers in borsa.

Non ho mai patito tanto caldo ai piedi, giuro! Sono stata più volte tentata di togliermi tutto e fare la tedesca e camminare scalza. Quindi, ogni gita prevedeva intervalli sosta piedi. Sia che fossimo in metro, al ristorante o in qualche panchina, dovevo togliermi le scarpe. Noblesse oblige.

Io che sono una nota dormigliona sfonda letti, la mattina di Disneyland ho spalancato gli occhi circa alle 6,30, sono stata indulgente col mio ragazzo che ho iniziato a tampinare circa alle 7. Sveglia, sveglia, svegliaaa!! Fra tutti i giochi e i giochini, la cosa che ci ha mandato in estasi è stato un vecchio maniero adibito a casa dell’orrore. All’interno eravamo noi, una flotta di bimbi urlanti e 5 darkettoni bestie di satana, appena usciti da un video di Marylin Manson.  Credo di aver fatto all’interno i nostri ritratti migliori!

Appena riucirò a smaltire le circa 1000 foto scattate, di cui almeno 200 di autoritratti di quelli che fai in due allungando le braccia e schiacciando la faccia, e 50 degli occhiali a specchi di Massimiliano al cui interno riflettere ogni monumento visto, ve ne darò un piccolo assaggio!

 

 

postato da: danysil alle ore 13:13 | link | commenti (3)
categorie: anais life style
martedì, 13 maggio 2008

Anais in Paris

Che dire.
Chi mi conosce bene sa che amo particolarmente questa città, per un milione di motivi, dal cinema a Stendhal, e che desideravo da tempo tornarci perché era passato tanto, ero piccina e, soprattutto, volevo tornarci una persona speciale.
A distanza di anni i miei occhi non hanno visto questa città con occhi diversi, anzi. Non si sono stancati mai (a differenza dei piedi uh, quelli si che erano stanchi!) di osservarla in ogni particolare, in ogni colore, di apprezzarne la varietà e la vivacità di zona in zona.
Descrivere Parigi è difficile, com’era quel gioco da bambini..se fosse? se fosse una musica, sarebbe la migliore composizione di Beethoven, se fosse un fiore sarebbe una gerbera, grande, sgargiante, profumatissima. Se fosse un film sarebbe Jules et Jim, se fosse una bevanda un fresco vino bianco secco e fruttato e se fosse un sentimento sarebbe quello della gioia e del laissez faire.
Parigi pulsa, è vibrante. Ogni angolo, ogni bistrot, fosse anche il più bettola, è animato da persone che sorseggiano Perrier o vin blanc o cafè a qualsiasi ora del giorno o della notte.
Ogni locale ha i suoi muri colorati, scolpiti nella memoria di artisti e avventori. Con le belle giornate aprono i loro occhi sulle vie, e così interno ed esterno si uniscono, legati da una sottile coltre di fumo gauloise.
Dopo la vivacità che ti entra dentro e ti fa essere scattante e desideroso di fare anche dopo ore e ore di camminate e tele da museo, l’aspetto che più mi colpisce di questa città così vasta, sono tutte le sue anime, tenute insieme da un fiume che scorre, anche se non sempre lo vedi, e una litania di fisarmonica di sottofondo.
Ogni arrondissement è capace di proiettarti in atmosfere così diverse, anche da un angolo all’altro.
E così ecco la sporca e sfacciata Pigalle, oramai quasi stanca da tanto sesso e lustrini, gli artisti di strada e le creperie ammassate di montmartre alta, i vicoletti silenziosi e acciottolati e le scalinate di quella mediana, poco battuta. I ristoranti etnici del quartiere latino e le piccole librerie e il jazz di saint germain des près. Per non parlare dei bar e delle locande del marais, oramai quartiere di tendenza, che alla sfacciataggine di alcuni gay che lo popolano unisce la sontuosità borghese e retrò di quel piccolo capolavoro di pace che è places des vosges. Il caos dei grand boulevards, la pacchianeria de la Fayette, ma il tanto chic Centre de Pompidou, dove anche sola con un libro o una mela, puoi sentirti così tremendamente francese e consona nel tutto.
La sontuosità dei campi elisi, talmente grandi da perdersi ad occhio, una tour eiffel che fa tanto kitch ma che con il verde dei champ de mars non può non sorriderti ruffiana.
Il tutto infiocchettato da questo fiume che scorre lento, cullato dai batteux e sorvegliato del gran rosone della mamma Dame, a cui nulla sfugge e nessuno osa mancare di rispetto.
È una città che unisce sacro e profano, il dolce col salato, il vino con le birre, i croissant alle baguette che hanno quel sapore tutto loro.
E poi i tetti, i tetti di Parigi mi fanno morire, li guardi e per uno strano effetto ottico è come se ti trovassi in una di quelle cartoline desaturate, da vecchia papiterie, in cui sei una piccola fanciulla con un basco e una camicetta a righe e insegui in gattino nero che salta da un comigliolo all’altro.
Difficile dimenticare una vacanza in cui tutto fila alla grande, dove ogni cosa è perfetta, dove nonostante tutto le giornate sembrano non finire mai, perché il sole è alto fino a tardi e la voglia di fare fare, baciare baciare, amare e camminare non finisce mai.
In 5 giorni sono anche riuscita a fare un salto ad Eurodisney. Ecco, anche da li non me ne sarei andata mai. Un mondo di zucchero a velo e casetta tonde e colorate.. non puoi esser triste in un mondo così e non ti viene neanche da pensare che usciti da lì si possa avere un benché minimo problema.
La vacanza crea questo effetto schermo, secondo cui sembra che nulla possa accaderti se non nulla di bello. Non avrai imprevisti né malattie, puoi mangiare 3 cornetti a colazione quando a Roma manco li guardi perché non ingrasserai, puoi dormire poche ore perché il sonno non ti peserà e camminare ore sotto al sole perché il sole non ti toccherà.
Beh non è sempre così (ho ancora un fastidiosissimo eritema solare che sto curando con una sorta di pasta di fissan francese per il culetto dei bebè!).
Tornare si deve tornare, forse tornare aiuta ad apprezzare quando poi si ripartirà.
Eppure non so, sarà oggi sta pioggia, sarà questo posto e questo lavoro,che mi spengono dentro, ma ancora dentro di me riecheggia quell’armonica, e al posto di giacca e pantaloni oggi ho una di quelle chemise larghe e fresche, delle ballerine, il cerchietto a pois di minnie, e stasera mangerò una crepes al tirabouchon, fumando Royale, come se niente fosse.DSC_0082
postato da: danysil alle ore 19:02 | link | commenti (4)
categorie: anais life style
martedì, 06 maggio 2008

Paris

parigi 1J'arrive....
(forse, ancora n se sa!)
postato da: danysil alle ore 19:00 | link | commenti (4)
categorie: anais life style
martedì, 29 aprile 2008

Walter lo stratega

Walter Veltronibeh non c'è che dire,
avevo sottovalutato Walter Veltroni a livello politico. Un vero stratega. Nessun altro prima di lui è riuscito a fare un colpaccio simile.
Nel giro di pochi mesi ha contribuito alla caduta del governo Prodi, consegnato l'Italia a 5 anni di Berlusconi/Lega e riconsegnato Roma, dopo ben 15 anni, ad un ex picchiatore fascista quale Alemanno.
Complimenti, ha tutta la mia stima!

PS: quel pugno non è una deriva nostalgica comunista, è il pugno in faccia che è arrivato a tutti noi italiani!
postato da: danysil alle ore 09:12 | link | commenti (1)
categorie: anais deprex
lunedì, 28 aprile 2008

A Caldo /II

A questo punto, oltre che dall'Italia, dovrò probabilmente anche fuggire da Roma.
Ok, non che Rutellone.. e tra l'altro sono anche minimamente artefice non avendo arrestato tale discesa barbarica, ma blackcholacelticappesalcolloAlemanno nooo!!!
Ma cos'ha quest'anno?
Anno bisesto, anno funesto?
Prevedo nuovi roghi a campo de fiori.. stavolta a bruciare saranno le nostre palle!!!


postato da: danysil alle ore 17:48 | link | commenti
categorie: anais deprex
mercoledì, 23 aprile 2008

Ciao Giugen

Ci saranno state centinaia di persone.
La chiesa, bellissima, non c’ero neanche mai entrata, era stra piena. Noi eravamo tutti lì.
Lì, vicino agli innumerevoli mazzi di fiori, un puzzle colorato e sfaccettato, come eri tu, con tutte le tue mille cose, la tua energia dirompente, la tua presenza importante.
C’era la classe dirigente che conta, quella di cui avresti dovuto far parte.
C’erano tutti quei giovani che lottano e pensano, in questo paese addormentato.
E lo fanno anche nell’ombra. O lo fanno come te, che quando ti dicevo:perché non ti butti in politica, io ti voterei, tu mi dicevi: no no, è ancora presto x me in questo paese. Ed era verissimo.
Anziché accettare alleanze e inciuci discutibili pur di una poltrona e un potere asservito, che a onor del vero avresti facilmente acquisito, tu le tue lotte le facevi per creare un movimento di pensiero, per ridare ossigeno a menti addormentate e scovare nuovi talenti e dare forza e spronare i più timidi.
Ci provasti anche con me.
Quando feci il colloquio con te, nel lontano 2004, fu uno di quei pochi colloqui alla fine del quale sei quasi sicuro di aver avuto il posto. Ero stata brillante perché ai tempi ero una neolaureata fresca di sogni, nozioni, speranze e amore e ancora la politica mi batteva forte dentro.
Cercavi un assistente ufficio stampa che si occupasse anche di comunicazione politica. Ed io amavo la comunicazione politica. Ero fresca di almeno 2 campagne. Se penso che feci la campagna per uno sconosciuto consigliere municipale, che ora è una delle poche anime in pena deputata PD. Merce rara di questi tempi. Me ne intendevo di slogan e comizi sotto la pioggia, di letture del Capitale in garage umidi e fumosi, dove ancora i nostalgici amavano appellarsi “compagni”.
Ovviamente siamo sempre stati distanti per queste idee, ma dibattere con te era un onore, nonché un piacere perché è raro dibattere di politica con chi ne capisca davvero qualcosa, senza riempirsi la bocca di frasi fatte. Ti aggiravi con quella borsa pesante piena dei tuoi mille giornali, progetti e decreti legge.
Battevamo le strade di Prati per promuovere un fantomatico festival per giovani artisti dilettanti. Una cosa piccola, neanche troppo accolta dal pubblico, ma che organizzammo alla perfezione, come tutto quello che facevi.
Ti odiavo in quei giorni perché ti dicevo: ma cavolo, sono solo 2 mesi che sono laureata e già mi fai fare volantinaggio? Senza un minimo di gavetta, già carriera? Poi finivamo per riderci su e per bere e mangiare, due piaceri cui non ti sei mai sottratto!
Poi per fortuna tu trovasti la tua strada, io la mia. Mi ricordo che facesti persino un colloquio poi qui da me ma figuriamoci, le tue idee erano troppo all’avanguardia, troppo troppo. E a posteriori per te è stato solo che un bene.
Hai sempre cercato di coinvolgermi nei tuoi progetti perché in me credevi. Dicevi sempre che ero brava, capace e benpensante. Ricordo ancora quella riunione, in un palazzo antichissimo in cui mai potrò tornare perché ai più inaccessibile, dove si ambiva a creare una forza lobbista, una futura classe dirigente politica under 35 che spaccasse. Volevamo fare una scuola che ci insegnasse ad esserlo.
Io ero in soggezione, non dissi una parola, avevo paura di dire cose sceme. Tutti questi ragazzotti dell’alta borghesia italiana, destinati a grandi cose, con un curriculum bocconiano sulle spalle.
Io con la mia giacca da 2 euro e i capelli arruffati, mi sentivo soffocare.
“Giulià ma che cacchio mhai chiamato a fare, ma che ci azzecco io????”
“ma non ti preoccupare! Come vedi non siamo tanti, come sai conosco centinaia di persone, se ci sei te e non un altro, un motivo ci sarà!fidati!”
Ma io non mi fidai. Di me, non di certo di lui.
Mi feci come sempre prendere dall’ansia di prestazione, dall’ansia dell’incapacità, dalla paura di mettermi alla gogna dell’altro, dalla paura di sbagliare, dalla mia altera insicurezza, mal camuffata da indifferenza e cinismo.
E non ci tornai più. Né scrissi mai per mille dei suoi giornali.
Ad altri incontri politici sì. Alle tue mille cene. Art cafè, Protomoteca.
Poi c’erano le cene con noi vecchi federconsumati, i mille inviti al casale cui prima perché c’era michelino, poi perché michelino (come lo dicevi con quel tuo accento inconfondibile!) non c’era più non venni mai.
Ma non c’era volta che ti sentissi che non fossi affettuoso, disponibile, che non ti preoccupassi di aiutarmi sul lavoro, come hai aiutato mille persone.
Ma non potevi corrermi dietro, sono io che alla fine, come sempre, mollo un po’ la presa e amo seguire le persone, ma a distanza.
Il 2007 è stato per me un anno devastante e alle vostre uscite non c’ero mai, non ce la facevo.
Eppure mi cercavi sempre, anche perché eri felice perché finalmente anche tu avevi trovato il tuo grande amore.
Ricordo ancora benissimo l’ultima volta che ti ho visto e quando ti ho sentito. Ti entusiasmava la mia neonata passione per le foto perché tu non eri superbo, ma amavi particolarmente le persone che avessero passione nella vita, e avevi ritrovato la mia, quella che probabilmente anni fa ti aveva colpita di me e che poi io avevo forse deluso.
Uno continua a darsi dei tempi, delle priorità, delle agende e faticosamente cerca di far quadrare ogni cerchio. “Ti prometto che la prossima volta non mancherò..”perché pensi che, un’altra volta, ci sarà sempre.
Questa volta non ci sarà.
Perdere una persona così, un amico, e pensare anche minimamente alla possibilità concreta che questo possa non tanto accadere a te, ma anche a tutte le altre persone importanti che ti sono vicine è un dolore continuo, soffocante, dritto al cuore. Che non dobbiamo dimenticare, mai.
Ti voglio bene, Giugen, e non ti dimenticherò mai.
 
postato da: danysil alle ore 15:38 | link | commenti
categorie: anais deprex
lunedì, 21 aprile 2008

Per Giuliano Gennaio

Per Giuliano
 «Il comunismo non è mai andato al potere in un paese che non fosse smembrato dalla guerra o dalla corruzione, o da entrambe.»

John Fitzgerald Kennedy

ecco, ad una delle poche persone con cui discorerre e litigare di politica non solo era bello, divertente, ma era una crescita continua, un imparare da chi davvero sarebbe potuto essere qualcuno che per questo paese di merda non solo poteva, ma doveva e fare!
una delle prime persone incontrare sul mio cammino lavorativo, che mi hanno sentire capace, brava, e mi sempre fatto ricercare una tale intelligenza, levatura e al contempo bontà e bonarietà che mai più ho ritrovato.
sempre pronto ad aiutarti, a consigliarti, a dare una mano a chi ne avesse bigono.
ecco, a fronte di un'ennesima ingiustizia della vita e del mondo, mi chiudo un altro pò nel mio silenzio.

Ciao Giuliano!
ci mancherai a tutti tantissimo, e mancherai a questa italietta, davvero.
postato da: danysil alle ore 14:21 | link | commenti
categorie: anais deprex
lunedì, 14 aprile 2008

A caldo

Ecco, a caldo..direi proprio che da domani vorrei ritirarmi a vita qui.

Ascetismo, meditazione, ritiro, riflessione, illuminazione, buddabar e, un pasto al giorno che, di sicuro, dovrebbe mettermi al riparo dalla gastrite che mi assillerà da qui a 5 anni.
Ad ogni modo..si se lo meritano..ma, cribbio...ma le mille bandiere che fine hanno fatto?dov'è finita la sinistra, davvero? la gente, io dico. ma, soprattutto, quelli che invece votano di là, davvero votano lui, ma chi sono? è come la storia: dove finiscono i cadaveri cinesi? e dove finisce la gente che vota Berlusconi che non si sa mai chi è?
mi ritrovo a vivere in un paese governato da un parruccone ridicolo e disonesto, che inneggia all'uso delle armi e che, credo almeno dal 48, non ha neanche uno straccio di deputato che si ricordi cosa  sia un'ideologia, una lotta, una rivoluzione.
vabbè.. sono anacronistica, mi ritiro sui monti, e aspetto che passi il cadavere..letteralmente.

postato da: danysil alle ore 23:31 | link | commenti (5)
categorie: anais deprex
venerdì, 04 aprile 2008

Lati oscuri

Per il rafforzamento dell’amicizia con gli Stati Uniti. Europa e Stati Uniti assieme rendono tutto più facile e possibile.
Poca libertà di perseguire disegno di vita. Sviluppo “inclusivo”.Benchmarking sistematico e generalizzato.No a spoils system e automatismi, si alle centrali di acquisto. Il PD promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi. (Sicuro che la Binetti lo sappia?). Garantire ai pendolari treni decenti, “cura del ferro” nelle città, aprire alla concorrenza il trasporto. (ahahahahahahahahahahahahahah).
Contro la “trappola” della precarietà:
• Allungamento del periodo di prova (perché?)
• Incentivazione dell’apprendistato
• Forti incentivi a chi assume a tempo indeterminato (ahahah)
• I contratti atipici devono durare al massimo 2 anni e garantire una contribuzione più alta di quella a tempo determinato(e le scatolette cinesi??)
• Estendere a tutti i lavoratori delle tutele fondamentali (quali??)
La Legge Bossi-Fini produce immigrazione irregolare. Cambiamo la modalità di ingresso, con sponsor (????ma tipo: Dash? Vernel??) garantiti e certificati.
Ospedali: più sicurezza e meno liste di attesa. (ok. Come?)

a pagina 27 delle slides già mi sono annoiata, comunque andiamo avanti..
Dare il diritto di voto ai sedicenni, nelle elezioni Amministrative. (vabbè, ma è così strettamente necessario??no perché allora ripristiniamo anche educazione civica fatta seriamente nelle scuole!).

vabbè..io non parlo.
un cho voglia!
mi chiudo in un silenzio riflessivo tutto mio.
lo so, sarà una cazzata..ma so dieci anni che voto, e la decisione che sto maturando da tempo non è che non mi costi fatica, quindi ci penso, ci ripenso e invidio chi la speranza non l'ha persa.
comunque. ci penso.
postato da: danysil alle ore 10:10 | link | commenti (1)
categorie: anais ferox